Infiltrazioni mafiose, disposta l’amministrazione controllata per la Juve Stabia

Il decreto, che non riguarderebbe solo la Juve Stabia, è stato emesso dal tribunale di Napoli su richiesta della Procura della Repubblica di Napoli, del Procuratore Nazionale Antimafia e del Questore di Napoli.

E’ stata disposta l’amministrazione controllata per la società sportiva Juve Stabia, che gioca nel campionato di serie B, a causa di presunte infiltrazioni mafiose.

Il decreto – che riguarderebbe anche altre società che si occupano dei servizi annessi alle manifestazioni sportive – è stato emesso dal tribunale di Napoli su richiesta della Procura della Repubblica di Napoli, del Procuratore Nazionale Antimafia e del Questore di Napoli. A gestire la società sarà adesso un pool di professionisti appositamente nominato.

“Un quadro generale preoccupante, un caso scuola”: così il procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo ha definito la ‘subordinazione’ alla camorra, in particolare ai clan D’Alessandro e Imparato, della società sportiva Juve Stabia oggi finita, su disposizione del tribunale di Napoli, sotto gestione controllata. “Si tratta – ha detto Melillo – del terzo caso in Italia: prima della Juve Stabia ci sono stati analoghi provvedimenti per il Foggia Calcio e il Crotone Calcio”.

“Anche il consuocero del boss D’Alessandro ha ricoperto la carica di presidente della società sportiva Juve Stabia”: lo ha detto il procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo, nel corso di una conferenza stampa in Procura a Napoli. “Il mio ufficio – ha detto ancora Melillo – ha la convinzione profonda che analoghi provvedimenti riguarderanno anche altre società in futuro: il quadro è davvero allarmante e non riguarda solo le regioni dove tipicamente sono radicate le mafie e non riguarda solo il calcio”. Il procuratore nazionale ha voluto ricordare che la presenza dei gruppi mafiosi ha prodotto “una degenerazione delle logiche che regolano le manifestazioni sportive: tutto questo crea un clima nel quale si possono verificare tragedie come quella di Rieti”.

C’erano anche tre ultras, già raggiunti da daspo, e ritenuti legati alla criminalità organizzata sul palco allestito per festeggiare, lo scorso 29 maggio, l’accesso ai play off della Juve Stabia, che milita nel campionato di serie B. La circostanza era stata peraltro denunciata in quella occasione dall’eurodeputato e consigliere comunale di Castellammare di Stabia Sandro Ruotolo.

“La saldatura tra gli esponenti del tifo organizzato, già appartenenti o contigui a compagini criminali locali, e la comunità stabiese – spiega una nota della Procura di Napoli – si è manifestata secondo tipiche modalità di condizionamento mafioso, nell’evento organizzato dal comune di Castellammare di Stabia lo scorso 29 maggio, per celebrare la conclusione dell’ottima stagione calcistica della squadra”. “Circostanza nella quale i rappresentanti dei tre gruppi ultras della tifoseria, alcuni colpiti da D.A.spo e con profili di contiguità criminale, si sono proposti pubblicamente sul palco con vertici della società di calcio, autorità civili e istituzioni pubbliche”.

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