Rapina al Credit Agricole di Napoli: oltre 40 cassette di sicurezza svaligiate. Indagini in corso nel sottosuolo e tentativi di truffa telefonica ai cittadini.
La rapina ai danni della filiale Credit Agricole in piazza Medaglie d’Oro, avvenuta giovedì scorso a Napoli, continua a tenere impegnate le forze dell’ordine su molteplici fronti. Il bilancio del colpo è ancora provvisorio: sebbene sia stata accertata la manomissione di circa quaranta cassette di sicurezza, il numero definitivo dei danni si conoscerà solo dopo che tutti i titolari avranno completato le verifiche. Parallelamente, gli inquirenti stanno concentrando i propri sforzi investigativi sul complesso cunicolo sotterraneo utilizzato dai malviventi per fare irruzione nell’istituto di credito.
L’inchiesta sul terreno e i rilievi tecnici
Come riportato dall’Ansa, le squadre del Nucleo Investigativo della Compagnia Napoli Vomero stanno operando con il supporto di esperti speleologi e tecnici dell’azienda idrica cittadina (Abc) per mappare l’intero percorso sotterraneo. L’obiettivo è ricostruire con precisione le vie di fuga della banda, composta da almeno cinque persone, e isolare ulteriori elementi probatori lungo il tragitto. Contestualmente, sono in corso le analisi forensi sulle impronte digitali rinvenute su attrezzature da scasso e generatori elettrici, abbandonati dai responsabili nel sottosuolo subito dopo aver portato a termine la rapina.
Il rischio di truffe: lo spoofing come arma
Nel clima di tensione seguito all’evento, sono emersi purtroppo tentativi di sciacallaggio digitale. Alcuni malintenzionati stanno approfittando della vicenda per raggirare i cittadini più vulnerabili. Nel pomeriggio di ieri, una donna residente in una zona residenziale di Napoli ha ricevuto una telefonata da un sedicente maresciallo dei carabinieri. Il truffatore, avvalendosi della tecnica dello spoofing — che permette di clonare il numero di un’utenza affidabile per farlo apparire sul display della vittima — cercava di carpire informazioni su eventuali gioielli o denaro contante custoditi in casa, adducendo come pretesto le indagini in corso sul colpo in banca.
La prontezza della vittima
Fortunatamente, la destinataria della telefonata ha mantenuto la calma, contattando contestualmente il 112 con un secondo apparecchio. La centrale operativa ha rapidamente confermato che nessun carabiniere la stava chiamando, permettendole di interrompere la conversazione e sventare il raggiro. Questo episodio, strettamente legato all’allarme sociale causato dalla rapina di piazza Medaglie d’Oro, invita la cittadinanza alla massima vigilanza: le forze dell’ordine non richiedono mai telefonicamente dati sensibili o informazioni su beni privati custoditi nelle abitazioni.
