Domenico Caliendo: il GIP autorizza l’esame del cuore natio nell’incidente probatorio

Domenico Caliendo: il GIP accoglie la richiesta di analizzare anche il cuore originario del bimbo. Perizia fissata per il 28 aprile al Policlinico di Bari.

Una decisione fondamentale è stata assunta dal Giudice per le Indagini Preliminari di Napoli, Mariano Sorrentino, in merito agli accertamenti tecnici sulla morte di Domenico Caliendo. Il magistrato ha infatti dato il via libera all’istanza avanzata dall’avvocato Francesco Petruzzi, che rappresenta i familiari, disponendo che tra gli elementi organici da sottoporre a perizia figuri anche l’organo cardiaco originario del bambino, asportato prima del trapianto. Questa decisione punta a fornire ai periti un quadro clinico completo sulle condizioni di salute iniziali di Domenico Caliendo.

Accertamenti tecnici su entrambi gli organi

Il collegio di esperti nominato dal tribunale dovrà analizzare non solo il cuore asportato, ma anche l’organo ricevuto dal donatore durante l’intervento del 23 dicembre scorso. Tale esame è cruciale poiché, come riportato dall’Ansa, il cuore trapiantato a Domenico Caliendo sarebbe stato compromesso dalle temperature eccessivamente rigide registrate durante il trasferimento tra Bolzano e il capoluogo campano. Il decesso del piccolo, avvenuto il 21 febbraio presso la struttura ospedaliera Monaldi, è al centro di questo complesso accertamento medico-legale.

La data e il luogo delle operazioni peritali

Il cronoprogramma della giustizia ha già fissato una data chiave per le analisi biologiche. Il prossimo 28 aprile, i periti incaricati si riuniranno presso i laboratori di medicina legale del Policlinico di Bari per dare inizio alle operazioni. Si tratterà di un momento decisivo per l’incidente probatorio, durante il quale si cercherà di stabilire con esattezza il nesso tra le criticità del trasporto e il tragico epilogo della vicenda di Domenico Caliendo, verificando se il danno subito dall’organo durante il viaggio sia stato determinante.

La ricerca di risposte per la famiglia

L’integrazione del reperto biologico originario nell’elenco degli oggetti d’esame rappresenta un punto a favore della tesi difensiva della famiglia di Domenico Caliendo, che da tempo chiede massima trasparenza su ogni fase del percorso medico. Attraverso il confronto tra l’organo malato sostituito e quello danneggiato ricevuto in dono, la magistratura intende chiarire le responsabilità e le eventuali mancanze che hanno portato alla perdita di chance di sopravvivenza per Domenico Caliendo, in un caso che ha profondamente scosso l’opinione pubblica nazionale.

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