Gianfranco Gallo al CortéSe con “Napolimport”, viaggio tra i napoletani per amore

Sabato 14 e domenica 15 marzo il palcoscenico del Teatro Cortése accoglierà Gianfranco Gallo con il suo spettacolo Napolimport – De Sica, Dalla, Vecchioni & co. Tra musica e parole, l’artista racconta gli innamorati di Napoli: da De Sica a Dalla fino a Maradona.

Prosegue con rinnovato slancio la settima stagione del Teatro CortéSe, lo spazio scenico dei Colli Aminei che, sotto la direzione sensibile e appassionata di Anna Sciotti e con il lavoro dell’Ente A.R.T.I. Teatro e Musica APS e la consulenza artistica di Giuseppe Giorgio, continua a offrire al pubblico un cartellone vivo, attento e mai privo di suggestioni. Così, sabato 14 marzo alle ore 21.00 e domenica 15 marzo alle ore 18.00, il palcoscenico di viale del Capricorno accoglierà Gianfranco Gallo con il suo spettacolo Napolimport – De Sica, Dalla, Vecchioni & co.

È un titolo che già racconta un’idea, quasi un piccolo manifesto poetico. Perché Napoli, città che da sempre si lascia amare con una forza magnetica, non appartiene soltanto a chi vi nasce. Appartiene anche a chi la sceglie, a chi la sogna, a chi la canta pur avendo visto la luce altrove.

Nel suo stile ormai riconoscibile, fatto di ironia, malinconia e improvvise accensioni narrative, Gianfranco Gallo costruisce un viaggio teatrale in cui parola e musica procedono fianco a fianco, come due antiche compagne di strada. E quando accade questo incontro, il teatro smette di essere semplice rappresentazione per trasformarsi in memoria condivisa, in racconto vivo.

Ecco allora affacciarsi sulla scena figure che hanno intrecciato il proprio destino con quello della città: da Vittorio De Sica a Lucio Dalla, da Roberto Vecchioni a Francesco De Gregori, fino al canto universale di Domenico Modugno. E poi, come un’apparizione che ancora vibra nella memoria popolare, l’indimenticabile Diego Armando Maradona: icona sportiva, certo, ma soprattutto simbolo di un amore quasi viscerale per Napoli.

Sono, appunto, i “napoletani d’importazione”: uomini che hanno scelto la città non per nascita ma per sentimento. Ed è forse proprio questa forma di appartenenza elettiva, libera, istintiva, totale, a restituire una delle immagini più autentiche dell’anima partenopea.

Nel racconto di Gianfranco Gallo, tra musica, parole e ricordi che si rincorrono sul filo dell’emozione, Napoli diventa così un porto dell’anima. Un luogo dove chi arriva, prima o poi, finisce per restare. Anche solo nel cuore.

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