Il sindaco Manfredi consegna al vincitore di Sanremo Sal Da Vinci la targa con la medaglia della città e la menzione speciale ‘Napoli Città della Musica’. Da Vinci chiarisce le voci sulla premier e il referendum: “Una telefonata di 30 secondi, è finita lì”.
Napoli celebra il suo campione. Sal Da Vinci, vincitore dell’ultimo Festival di Sanremo con il brano Per sempre sì, ha ricevuto dal sindaco Gaetano Manfredi la targa con medaglia della città — il più alto riconoscimento cittadino — e la menzione speciale ‘Napoli Città della Musica’. La cerimonia si è tenuta al Maschio Angioino, dove fuori dal castello alcuni fan del cantante hanno esposto un cartello con scritto: «Sal sì ‘na cosa grande».
Manfredi: «Napoli capitale della musica da sempre»
Il sindaco ha voluto sottolineare non solo il successo artistico di Da Vinci, ma il suo ruolo di ambasciatore della musica napoletana nel mondo: «Sal ha portato Napoli al successo nazionale ed è stata una bellissima serata. Napoli è capitale della musica da sempre, questa sua forza creativa è sempre stata presente e lo testimoniano i tanti successi e i tanti artisti che hanno attraversato la storia della musica nazionale e internazionale». Manfredi ha anche evidenziato «la capacità di Napoli e della sua musica di rigenerarsi sempre, di innovare mantenendo grande tradizione». Nel corso della cerimonia il sindaco ha conferito riconoscimenti anche agli altri cantanti e direttori d’orchestra napoletani che hanno partecipato all’ultimo Festival di Sanremo.
Da Vinci: «Le polemiche passano, la musica resta»
Visibilmente emozionato, il neo vincitore di Sanremo ha ringraziato la città: «Tutto questo è veramente sorprendente. Grazie a tutti, è una cosa bellissima, fantastica, ringrazio il sindaco e tutti voi per questa bellissima attenzione che avete nei miei riguardi». Tornando sulle polemiche che hanno seguito la sua vittoria, Da Vinci ha lanciato un messaggio chiaro: «Il mio invito ai fan, e a tutti noi, è di non cedere alle provocazioni, non servono a niente. Le polemiche passano, la musica resta e la mia è una canzone che parla d’amore e di promesse».
La telefonata con Meloni e il caso referendum
Da Vinci ha poi fatto chiarezza sulle indiscrezioni circolate in rete riguardo all’ipotesi che Per sempre sì possa diventare la colonna sonora della campagna referendaria a favore del Sì sulla giustizia, alimentate da voci su una presunta richiesta della presidente del Consiglio Giorgia Meloni: «Non mi ha chiesto di usare la canzone per il referendum, sono parole che volano nel web e diventano gigantesche». La premier, ha spiegato il cantante, «mi ha chiamato facendomi i complimenti per la vittoria a Sanremo ed è finita lì. È stata una telefonata durata 30 secondi perché aveva altre cose molto più importanti di cui occuparsi che della mia vittoria».
Da Vinci ha poi precisato che qualsiasi utilizzo del brano per scopi commerciali o politici dovrà necessariamente passare dalla casa discografica: «Naturalmente se quella canzone vuole essere usata per spot, chiunque deve poi rivolgersi alla casa discografica. Le canzoni sono il riassunto di possibilità, io ho scritto una canzone, insieme a un gruppo di lavoro straordinario, che parla d’amore, poi le canzoni diventano di tutti».
Manfredi: «Separare le canzoni dalla politica»
Anche il sindaco Manfredi ha voluto smorzare le polemiche sul possibile utilizzo politico del brano: «C’è libertà di espressione per cui ognuno dice e pensa quello che vuole. Noi dobbiamo però tenere separato quella che è una canzone, perché come diceva Bennato “sono solo canzonette”, da quelle che sono interpretazioni politiche e sociali che lasciano il tempo che trovano. Pensiamo alla musica e al messaggio positivo che Sal lancia: parlare d’amore significa anche parlare di una cosa positiva in un momento così complesso e difficile come quello che stiamo vivendo».
