Monaldi: il chirurgo Oppido si difende in TV mentre l’autopsia svela i dettagli del trapianto. Il bimbo sarebbe rimasto 45 minuti senza cuore in attesa dell’organo.
La complessa vicenda clinica del Monaldi entra in una fase cruciale con lo svolgimento dell’incidente probatorio e dell’esame autoptico sulla salma del piccolo paziente di due anni e mezzo. Mentre i periti cercano risposte tecniche tra i reparti del Secondo Policlinico di Napoli, il cardiochirurgo Guido Oppido, tra i principali indagati per omicidio colposo, ha rotto il silenzio mediatico. In un’intervista televisiva, il medico ha rivendicato il proprio operato professionale, dichiarandosi vittima di una situazione nata dal solo intento di salvare vite umane.
La difesa del medico e i dubbi sulla procedura
Il chirurgo del Monaldi ha sottolineato la sua lunga carriera dedicata alla cardiochirurgia pediatrica, respingendo le accuse di negligenza. Tuttavia, resta aperto il nodo centrale dell’inchiesta: la tempistica del clampaggio aortico e della rimozione del cuore del bambino. Come riportato dall’ANSA, le indagini devono chiarire se l’asportazione dell’organo malato sia avvenuta prima ancora di verificare l’integrità del cuore donato, giunto da Bolzano e pesantemente compromesso dal contatto con il ghiaccio secco.
45 minuti senza cuore: i nuovi dati dell’inchiesta
Dagli atti della Procura emergono dettagli temporali agghiaccianti ricavati dalle comunicazioni interne della sala operatoria del Monaldi. La sequenza degli orari indicherebbe che il piccolo sia rimasto in attesa di un trapianto, con il torace vuoto, per almeno tre quarti d’ora:
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Ore 14:30: Arrivo del contenitore con l’organo.
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Ore 15:00: Scoperta della presenza di ghiaccio secco nel box.
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Ore 15:14: Inizio della procedura di emergenza per tentare di scongelare il cuore sotto l’acqua.
Le indagini interne e l’attesa per i funerali
La direttrice generale dell’Azienda ospedaliera dei Colli, Anna Iervolino, ha difeso la trasparenza dell’istituzione, precisando che l’audit interno al Monaldi è partito già il 30 dicembre, ben prima dell’intervento della magistratura. Nel frattempo, la famiglia attende il via libera per l’ultimo saluto nel Duomo di Nola, una cerimonia a cui potrebbe prendere parte anche la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
L’obiettivo dell’avvocato Francesco Petruzzi, che ha ottenuto la sostituzione di un perito nel collegio tecnico, è dimostrare se vi fossero strade terapeutiche alternative per stabilizzare il bambino, evitando l’impianto di un organo ormai inutilizzabile.
