martedì, Febbraio 24, 2026

Braccia incrociate a Città della Scienza: sciopero e blocco totale delle attività

Domani sciopero totale a Città della Scienza: lavoratori in presidio per protestare contro stipendi a rate e incertezze sul futuro. Chiesto l’intervento della Regione.

Il clima si fa sempre più teso nel cuore dell’area di Bagnoli. I dipendenti del polo museale e tecnologico hanno deciso di inasprire la loro protesta, proclamando per la giornata di domani, mercoledì 25 febbraio, uno stop completo delle prestazioni lavorative. La mobilitazione non si limiterà alla sospensione delle mansioni, ma prevederà un presidio permanente all’esterno dei cancelli della Città della Scienza, con il conseguente blocco di ogni iniziativa prevista all’interno della struttura.

Le ragioni della protesta: stipendi a rate e incertezza

Al centro della disputa tra maestranze e vertici aziendali vi è una situazione economica definita insostenibile dalle rappresentanze sindacali. Secondo quanto riportato dall’ANSA, la RSA Filcams Cgil ha denunciato una gestione delle retribuzioni estremamente frammentata: gli stipendi di gennaio verrebbero erogati a piccole tranche, mentre la tredicesima mensilità e i buoni pasto sembrano essere scomparsi dai piani contabili dell’ente.

I lavoratori lamentano una totale assenza di visibilità sul proprio futuro professionale, descrivendo uno scenario di “navigazione a vista” che mina la serenità del personale e l’efficacia dell’organizzazione interna.

L’appello alla Regione Campania

La vertenza che coinvolge la Città della Scienza non riguarda però esclusivamente l’aspetto salariale. I sindacati chiedono con forza l’apertura di un tavolo istituzionale con la Regione Campania per discutere di temi strutturali che vanno oltre il semplice stanziamento di fondi:

Visione Strategica: Definire il ruolo del centro nei piani di rilancio di Bagnoli.

Modello di Governance: Verificare la validità dell’attuale gestione e l’efficacia delle ultime nomine dirigenziali.

Investimenti: Programmare interventi capaci di valorizzare le enormi potenzialità della struttura.

Il messaggio dei dipendenti è chiaro: non basta un contributo economico temporaneo per risolvere i problemi. Per garantire la sopravvivenza della Città della Scienza, occorre un cambiamento radicale che metta fine allo stato di precarietà e restituisca dignità a chi, ogni giorno, lavora per la promozione della cultura scientifica nel territorio.

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