Tra le rotte più affascinanti dell’arte bianca contemporanea si inserisce l’ultima iniziativa internazionale del Molino Polselli di Arce, che ha scelto la Grecia come palcoscenico tecnico e culturale per un workshop di alta formazione dedicato alle farine professionali. Scenario dell’incontro è stata la città di Salonicco, con sessioni operative svoltesi nella suggestiva località costiera di Katerini, affacciata sulle acque del Mare Egeo, dove tradizione mediterranea e ricerca molitoria hanno dialogato in modo esemplare.
L’evento, organizzato in collaborazione con l’importatore locale, ha rappresentato un vero banco di prova sensoriale e scientifico per presentare le linee professionali destinate a pizzeria e pasticceria, dimostrando sul campo le diverse performance delle miscele Polselli. L’approccio non è stato meramente dimostrativo, bensì analitico: ogni impasto è stato illustrato nella sua struttura glutinica, nei tempi di maturazione e nelle risposte alla lavorazione manuale e meccanica.
Particolare attenzione è stata dedicata al confronto tra due archetipi della panificazione italiana: la pizza napoletana e quella romana. Due scuole opposte per idratazione, sviluppo alveolare e gestione della maglia glutinica. La prima, elastica e vaporosa, esalta farine capaci di sostenere lunghe lievitazioni e alte temperature; la seconda, più sottile e fragrante, richiede sfarinati dalla forza calibrata e dall’assorbimento controllato.
A suggellare la versatilità produttiva è stato presentato anche un burger bun studiato per il comparto ristorazione, dimostrazione concreta di una visione aziendale orientata a coprire con precisione tecnica l’intero spettro Horeca. Non meno rilevante la sezione dedicata alla pasticceria, con la realizzazione di brioche, crostate e lievitati dolci, nei quali le farine provenienti dallo stabilimento di Arce hanno evidenziato stabilità proteica, profumi puliti e una tessitura soffice ma strutturata.
Culmine della sessione è stata la riproduzione del tradizionale “Tsoureki” greco, pane dolce intrecciato simbolo delle festività pasquali, preparato con latte, uova, zucchero e aromi speziati come mahleb, mastice di Chios e cardamomo. L’impasto, modellato in trecce sovrapposte, ha conquistato il pubblico professionale locale per fragranza e sviluppo volumetrico.
A guidare le dimostrazioni erano presenti l’export manager Luigi Cinquegrana e lo specialista tecnico Antonio Silvestri, che hanno condotto i partecipanti, tra cui ristoratori, pizzaioli e operatori del settore, in un percorso pratico fatto di impasti, analisi sensoriali e confronti diretti. L’ampia partecipazione di professionisti greci ha confermato quanto il linguaggio della farina, quando sostenuto da rigore scientifico e sensibilità artigianale, riesca a superare ogni frontiera gastronomica.
