Svolta nell’inchiesta sull’ospedale Monaldi: salgono a 7 gli indagati per la morte del piccolo Domenico. Attesa per l’autopsia e indagini sui protocolli di trapianto.
Svolta giudiziaria nelle indagini sul decesso del bimbo di due anni e mezzo spirato presso l’ospedale Monaldi dopo un calvario clinico durato oltre due mesi. Il numero dei professionisti iscritti nel registro degli indagati è salito a sette: un atto dovuto per consentire lo svolgimento di accertamenti irripetibili, a partire dall’esame autoptico che dovrà fare luce sulle cause del decesso.
Le ipotesi degli inquirenti e il sequestro dei dispositivi
La Procura di Napoli sta setacciando ogni dettaglio, dal momento del prelievo dell’organo a Padova fino alle procedure di impianto avvenute nel nosocomio partenopeo. Secondo quanto riportato dall’ANSA, oltre ai medici chirurghi del dipartimento di cardiochirurgia pediatrica, l’attenzione degli investigatori si è estesa anche a chi ha gestito le fasi logistiche del trasporto del cuore.
L’obiettivo è capire se vi sia stata una negligenza nella conservazione del tessuto cardiaco o se il dispositivo utilizzato per il raffreddamento abbia subito un malfunzionamento fatale. I Carabinieri hanno già acquisito smartphone e computer degli indagati per ricostruire le comunicazioni intercorse nelle ore cruciali dell’intervento.
Un atto a tutela dei medici e della famiglia
L’iscrizione nel registro degli indagati di sette persone tra sanitari e tecnici legati all’ospedale Monaldi non rappresenta una condanna anticipata, ma una garanzia legale necessaria affinché tutte le parti possano nominare i propri consulenti per l’autopsia.
Mentre la struttura di via Leonardo Bianchi resta sotto i riflettori della cronaca, la famiglia del piccolo, assistita dai propri legali, attende che l’anatomia patologica fornisca le prime risposte concrete. Il cuore della città continua a seguire con dolore l’evoluzione di una vicenda che ha ferito profondamente l’eccellenza sanitaria del Monaldi.
