venerdì, Gennaio 30, 2026

Al Diana, Cena con sorpresa, quando l’amore scompiglia la famiglia

Al Teatro Diana va in scena “Cena con sorpresa”, testo firmato da Augusto Fornari e Toni Fornari, quest’ultimo impegnato anche come regista e interprete, insieme ad Andrea Maia e Vincenzo Sinopoli. Una commedia che, sotto l’abito leggero del divertimento, custodisce nervature più profonde, capaci di interrogare lo spettatore senza mai rinunciare al sorriso.

La produzione Golden Star -Teatro Golden con Diana Or.i.s. porta in palcoscenico un congegno teatrale ben oliato, sostenuto da un cast affiatato e consapevole dei chiaroscuri della storia. Al centro della vicenda una famiglia borghese apparentemente pacificata: Stefania e Arnaldo, interpretati rispettivamente da Tosca D’Aquino e Simone Montedoro, sono sposati da trent’anni, economicamente solidi, ex giovani ribelli ora approdati a una rassicurante normalità.

Lui avvocato penalista affermato, lei ex architetto che ha scelto, non senza influenze esterne, la maternità e l’impegno sociale. A incrinare l’equilibrio è la figlia Angelica (Elisabetta Mirra), trasferitasi a Milano, che da mesi vive una relazione sentimentale con Francesco (Toni Fornari), cinquantenne e amico di vecchia data dei genitori, ignaro, o forse volutamente cieco, delle implicazioni morali del suo ruolo. La cena che dà il titolo allo spettacolo diventa così un campo minato emotivo.

Finché l’età della compagna di Francesco resta un dato astratto, l’antico spirito libertario dei genitori sembra riemergere con indulgenza. Ma quando il volto della “ragazza” coincide con quello della figlia venticinquenne, la commedia vira, mostrando il cortocircuito tra ideologia e istinto, tra principi proclamati e paure profonde. È qui che il testo trova la sua forza: nel mettere a nudo l’ipocrisia generazionale e nel porre domande scomode sul confine tra libertà affettiva, responsabilità adulta e asimmetria di potere in una relazione segnata da un forte divario d’età.

Il rapporto tra una giovane donna e un uomo maturo viene trattato senza moralismi, ma nemmeno con superficialità. Emergono interrogativi psicologici evidenti: il rischio di una giovinezza idealizzata dall’uomo, la tentazione di fermare il tempo, il bisogno della ragazza di misurarsi con una figura percepita come solida, forse protettiva, forse ingombrante. Sullo sfondo, aleggia una società che proclama emancipazione ma fatica ad accettare davvero le scelte femminili quando sfidano il perimetro rassicurante della norma.

Toni Fornari, oltre che una buona regia, costruisce un Francesco solare e disarmante, un uomo che maschera le proprie fragilità con l’ironia e che trova, nel corso dello spettacolo, il coraggio di una confessione sincera e toccante. La sua presenza scenica è generosa, così come il momento musicale, cantato e suonato dal vivo, che aggiunge una nota malinconica e umana.

Simone Montedoro disegna un padre apparentemente moderno, ma intimamente prigioniero di schemi conformisti: esilarante nelle sue derive ipocondriache, riesce però a restituire con misura il dolore autentico di un genitore smarrito. Tosca D’Aquino offre una madre viva, diretta, mai caricaturale, capace di attraversare il registro comico e quello emotivo con naturalezza, fino a una rivelazione inattesa che spiazza e commuove.

Elisabetta Mirra, infine, convince pienamente: nonostante la giovane età, propone una recitazione sorprendentemente matura, sostenuta da una grande espressività, capace di tenere testa ai partner e di rendere credibile una ragazza che ama i genitori ma rivendica con forza il diritto di scegliere anche a costo di ferire. “Cena con sorpresa”, in scena al Diana fino a domenica 8 febbraio, diverte e disarma, accarezza e provoca. E quando il sipario cala, resta quella sensazione preziosa di un teatro che sa intrattenere senza rinunciare a porre domande. Un abbraccio sincero al pubblico, che esce sorridendo ma con qualche pensiero in più nello sguardo.

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