giovedì, Gennaio 22, 2026

Calcio Napoli, Milinkovic-Savic si racconta: “Non sono nato per parare, ma per segnare”

Il portiere del Calcio Napoli protagonista su DAZN in vista della sfida contro la Juventus: dall’infanzia da bomber alla fame di vittorie con Conte

«Non sono nato per parare, ma per segnare». Vanja Milinkovic-Savic si racconta senza filtri in MySkills su DAZN, nel format che accompagna l’attesa per Juventus-Napoli. Un’intervista intensa e a tratti ironica, raccolta da Hernanes, in cui il portiere serbo svela un passato inatteso e una mentalità feroce, tutta orientata alla vittoria.

“Ero un attaccante egoista, vedevo solo la porta”

Prima di diventare uno dei portieri più fisici e carismatici della Serie A, Milinkovic-Savic era tutt’altro che un numero uno.

«Ero un attaccante, un bomber che non vi immaginate, col tiro che ho! Mi giravo e calciavo, non la passavo mai. Ero un egoista, devo dirlo».

Un racconto che strappa un sorriso, ma che restituisce bene il carattere del portiere del Calcio Napoli, cresciuto con l’ossessione del gol e del protagonismo.

«Vedevo solo la porta, volevo essere io a fare gol. Poi ho visto cosa devono fare oggi le punte: tanti scatti, tante corse… allora meglio andare in porta. Si correva di meno».

La chiamata di Conte e la fame di vittoria

Scontata, ma non banale, la risposta sul perché abbia scelto Napoli e il progetto guidato da Antonio Conte. Milinkovic-Savic non fa giri di parole.

«Voglia di vincere a Napoli? Certo. Siamo tutti qua per vincere. Io non gioco se non voglio vincere».

Una dichiarazione che suona come un manifesto personale:

«Qualsiasi cosa faccia nella vita voglio vincere. Anche quando avrò dei figli, non li lascerò mai vincere. Io devo vincere, a tutti i costi».

Il rapporto con Sergej: “Contro di me non segnerà mai”

Impossibile non parlare del fratello Sergej Milinkovic-Savic, oggi all’Al-Hilal. Vanja racconta con affetto e competizione il legame tra i due.

«Un po’ gli manca l’Italia, si vede perché torna spesso. Come dice lui, sono le abitudini: quando ti abitui all’Italia è difficile cambiare».

Poi la battuta che racchiude una rivalità che dura dall’infanzia:

«Contro di me non ha mai segnato e non lo farà mai. È una sfida tra noi, da quando siamo piccoli».

Verso Juventus-Napoli

L’intervista arriva alla vigilia di una partita carica di significati come Juventus-Napoli, e restituisce l’immagine di un portiere con una mentalità chiara: leadership, fame e identità forte. Un profilo che sembra sposarsi perfettamente con il Napoli di Conte, chiamato a competere ai massimi livelli.

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