Una ricerca internazionale sulle città più sporche, così come vengono percepite dai turisti fa discutere: Roma, Firenze e Milano finiscono nella top ten negativa, Napoli no. Un’assenza che passa quasi sotto silenzio, ma che se fosse stata al contrario avrebbe fatto molto rumore, soprattutto in Italia.
Quando si parla di classifiche internazionali su pulizia urbana, degrado e vivibilità, Napoli è spesso chiamata in causa, anche più del dovuto. E’ soprattutto per questo che colpisce l’assenza del capoluogo campano nell’elenco delle città più sporche al mondo secondo un recente studio di Radical Storage.
Un’assenza che, va detto, non sta facendo notizia. Eppure non è difficile immaginare cosa sarebbe successo se Napoli fosse comparsa tra le prime posizioni negative: titoli, commenti, dibattiti, polemiche. Invece, stavolta, tutto scorre via quasi inosservato.
Lo studio: come è stata stilata la classifica
L’analisi è stata condotta da Radical Storage, piattaforma globale di deposito bagagli, e si basa su oltre 70.000 recensioni in lingua inglese pubblicate su Google nell’arco degli ultimi dodici mesi.
Gli analisti hanno preso in esame le 100 città incluse nel Top 100 City Destinations Index di Euromonitor, concentrandosi sulle dieci attrazioni più visitate di ciascuna città. Le recensioni contenenti parole chiave come “clean” o “dirty” sono state classificate come giudizi positivi o negativi sulla pulizia urbana. Per garantire attendibilità, sono state escluse le città con meno di cento commenti pertinenti.
Il risultato è una fotografia basata sulla percezione reale dei turisti, non su luoghi comuni o narrazioni mediatiche.
Le città più criticate per lo sporco
In cima alla classifica negativa c’è Budapest, con il 37,9% di recensioni sfavorevoli sulla pulizia. A incidere sono la pressione turistica e un sistema di smaltimento dei rifiuti messo a dura prova: solo a settembre 2025 la città ha registrato un incremento turistico del 12% rispetto all’anno precedente.
Al secondo posto c’è Roma (35,7%), con giudizi che riflettono un malcontento diffuso anche tra i residenti. Seguono Las Vegas (31,6%), città che vive di flussi continui e notturni, e Firenze (29,6%), penalizzata da strade strette e affollamento costante, nonostante l’introduzione di cestini intelligenti dotati di tecnologia AI.
Anche Parigi compare tra le città più criticate (28,2%), pur avendo avviato importanti interventi di riqualificazione in vista delle Olimpiadi.
Completano la top ten negativa Milano, Verona, Francoforte, Bruxelles e Il Cairo.
E Napoli? Non pervenuta.
Un’assenza che dice molto
L’assenza di Napoli non significa che la città non abbia problemi – nessuno lo nega – ma indica che agli occhi dei visitatori internazionali non rientra tra le realtà dove lo sporco compromette maggiormente l’esperienza turistica.
Un dato che meriterebbe attenzione, soprattutto se si considera quanto spesso Napoli venga usata come bersaglio simbolico quando si parla di degrado urbano. Stavolta, invece, il dato positivo non fa rumore.
Le città più pulite del mondo
All’estremo opposto della classifica spicca Cracovia, prima con il 98,5% di recensioni positive. Un risultato frutto di investimenti strutturali, gestione efficiente dei rifiuti e forte senso civico.
Seguono Sharjah negli Emirati Arabi Uniti (98%), Singapore (97,9%), Varsavia (97,8%) e Doha (97,4%). Città dove pulizia e ordine sono considerati elementi strategici dell’identità urbana, sostenuti da politiche pubbliche, infrastrutture moderne e partecipazione dei cittadini.
Oltre i luoghi comuni
Questa classifica non assolve nessuno e non condanna nessuno, ma offre uno spunto importante: la percezione dei turisti non coincide sempre con la narrazione dominante.
Napoli resta una città complessa, con criticità e zone fragili, come ogni grande metropoli, ma anche con una capacità di accoglienza e una vivibilità che, almeno per chi la visita, non la collocano tra le peggiori al mondo. Anzi.
E forse, per una volta, vale la pena prendere atto del dato senza clamore, ma anche senza fingere che non esista.
