Il primo cittadino lascia dopo il mutamento degli scenari politici. Le dimissioni diventeranno effettive tra 20 giorni e aprono la strada al commissariamento del Comune, mentre in città si parla di un possibile ritorno di Vincenzo De Luca.
Il sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli, ha rassegnato ufficialmente le dimissioni. Poco prima delle 13:30, il primo cittadino ha consegnato alla segretaria generale la lettera con cui ha formalizzato la sua decisione.
Pochi minuti dopo, rispondendo alle domande dei cronisti, Napoli ha spiegato le ragioni del passo indietro con parole nette: “Sono mutati gli scenari politici”.
La comunicazione alla giunta e gli ultimi atti
La decisione era stata comunicata già in mattinata agli assessori, nel corso di una riunione di giunta, durante la quale il sindaco ha letto la lettera poi protocollata.
Alle 12, prima di ratificare le dimissioni, Napoli ha comunque presieduto il Consiglio provinciale, ruolo che ricopre anche come presidente della Provincia, conferendo le deleghe ai consiglieri neo eletti.
Successivamente ha provveduto alla ratifica delle dimissioni, che diventeranno effettive tra 20 giorni, come previsto dalla normativa.
Comune verso il commissariamento, Provincia a Guzzo
Per il Comune di Salerno si profila ora la prospettiva di un commissariamento, che dovrebbe durare fino alla prossima primavera.
Diversa la situazione per la Provincia, che sarà guidata dal vicepresidente Giovanni Guzzo. Quest’ultimo aveva già ricoperto il ruolo di reggente nei mesi scorsi, in seguito ai problemi giudiziari che avevano coinvolto l’allora presidente Franco Alfieri.
Le voci politiche e il nome di De Luca
Nel frattempo, negli ambienti politici salernitani si fa sempre più insistente un rumor: un possibile ritorno sulla scena politica di Vincenzo De Luca. Secondo indiscrezioni, l’ex sindaco e governatore sarebbe pronto a candidarsi nuovamente a sindaco di Salerno, con l’obiettivo di tentare una nuova scalata e tornare a Palazzo di Città.
Al momento si tratta solo di voci, ma le dimissioni di Napoli riaprono inevitabilmente il dibattito sugli equilibri futuri del governo cittadino.
