La Fondazione Filiberto e Bianca Menna – Centro Studi d’Arte Contemporanea e PrintLitoArt hanno siglato un Protocollo d’Intesa per promuovere l’Arte Contemporanea e il concetto di “Arte Democratica”. L’accordo, firmato dalla presidente della Fondazione Letizia Magaldi e dalla presidente della Boccia Industria Grafica Carmela D’Amato, prevede la realizzazione di litografie di artisti selezionati nonché la pubblicazione di un catalogo che raccoglierà le opere.
La Fondazione Filiberto e Bianca Menna, con sede a Salerno, è un centro di studi e promozione che mira a diffondere la conoscenza delle espressioni artistiche del nostro tempo, rinnovando la lezione teorica dello studioso salernitano Filiberto Menna. PrintLitoArt è la prima piattaforma al mondo interamente Made in Italy specializzata nella stampa di litografie e digigraphie d’Arte corredate da certificato, numerate e marchiate.
L’accordo prevede la collaborazione tra le due parti per promuovere iniziative culturali e valorizzare giovani talenti. La Fondazione si impegna a selezionare gli artisti e a fornire le informazioni necessarie per la realizzazione delle litografie, mentre PrintLitoArt si occuperà della stampa e della pubblicazione del catalogo.
“Questa intesa segna un nuovo capitolo nella promozione dell’Arte Contemporanea, aprendo le porte a nuovi talenti e forme di espressione artistica. Siamo convinti che l’arte abbia il potere di unire le persone e di ispirare il cambiamento: questo progetto ci permetterà di raggiungere un pubblico più ampio e di valorizzare la creatività italiana“, ha dichiarato Letizia Magaldi.
“La nostra collaborazione con la Fondazione rappresenta un investimento nel futuro dell’Arte e nella creatività italiana: ci impegniamo a sostenere i giovani artisti nel loro percorso di crescita e di affermazione. Siamo pronti a mettere a disposizione le nostre competenze e le nostre risorse per portare l’Arte Contemporanea a un pubblico più ampio e per contribuire a creare un ecosistema culturale più vivace e dinamico“, ha aggiunto Carmela D’Amato.
