lunedì, Febbraio 9, 2026

“Parlo con i defunti”: denunciata presunta sensitiva a Napoli

A Napoli, cinque donne denunciano una presunta sensitiva, che affermava di poter avere contatti con i defunti durante dirette social in cambio di donazioni fino a 700 euro.

Avrebbe fatto credere alle sue vittime di poter “mettere in contatto” i familiari defunti con i parenti ancora in vita, sfruttando dolore, vulnerabilità e lutto irrisolto. È quanto emerge dalla denuncia presentata alla Procura di Napoli da cinque donne contro una presunta sensitiva, molto attiva sui social, che secondo le accuse avrebbe simulato dialoghi con l’aldilà in cambio di donazioni digital, convertibili in denaro contante, per importi che in alcuni casi raggiungevano anche 700 euro.

Tutto avveniva online, durante dirette social seguite da un pubblico spesso fragile e suggestionabile. Le vittime, come ricostruito nella denuncia, venivano sottoposte a pressioni psicologiche, sollecitate a continuare a donare e, in alcuni casi, persino umiliate pubblicamente se decidevano di interrompere i pagamenti o di lasciare la live.

Secondo la documentazione raccolta, nella “rete” della presunta medium sarebbero finite donne residenti in Italia e all’estero. Tra le cinque denuncianti, infatti, due vivono rispettivamente in Svizzera e in Germania.

Le vittime raccontano che la donna sosteneva di “ricevere messaggi dai defunti” e di fungere da tramite, comunicando ai parenti presunti messaggi dell’aldilà. In alcune dirette avrebbe addirittura utilizzato, con l’aiuto della figlia, voci modificate o finte per simulare l’intervento delle “anime”, comportamento che le denunciate definiscono “manipolatorio, ingannevole e lesivo della dignità emotiva” di chi si trova in lutto.

Durante le live la sedicente sensitiva si avvaleva inoltre di moderatrici, che avrebbero insultato o deriso chi abbandonava il collegamento o smetteva di elargire donazioni.

L’associazione “La Battaglia di Andrea” sta offrendo supporto psicologico e legale alle vittime, tramite l’avvocato Sergio Pisani, che sta seguendo gli sviluppi della vicenda.

Una delle denunciate ha spiegato che molte donne si sarebbero fidate della presunta sensitiva perché questa si presentava non solo come medium, ma anche come psicologa impiegata in un centro antiviolenza, circostanza che – se confermata – avrebbe accresciuto la loro fiducia, inducendole a credere di trovarsi di fronte a una professionista competente e affidabile.

Le indagini sono ora in corso per accertare eventuali reati legati a truffa, esercizio abusivo della professione e manipolazione psicologica di soggetti vulnerabili.

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