Quattro giorni dopo il blitz della Polizia Locale nei pressi del cosiddetto largo Maradona, l’area resta sbarrata: i gestori chiedono la regolarizzazione, il Comune apre al confronto ma l’iter è complesso e vincolato alla natura privata del suolo.
All’ingresso del “santuario” del cosiddetto Largo Maradona, la scena è la stessa: teli azzurri che coprono altarini e gigantografia di Diego, sacchi neri e ferri accatastati all’esterno, persino un materasso poco distante. Il timore, condiviso da residenti e operatori, è che il sito possa trasformarsi in una discarica. La chiusura è una decisione dei gestori, che negli ultimi anni hanno visto il luogo diventare un attrattore da decine di migliaia di visitatori al mese e ora chiedono di riaprire in piena regola.
Il nodo è la licenza: la Polizia Municipale martedì ha apposto i sigilli a un carrettino perché l’autorizzazione è “ambulante itinerante” e non consente la sosta fissa nel piazzale. I gestori hanno avviato la pratica per la trasformazione in “sede fissa” alla Camera di Commercio. Ieri, riferisce Fanpage.it, i tecnici dei negozi hanno avuto un primo confronto con gli uffici comunali del commercio; lunedì è previsto un incontro a Palazzo San Giacomo con l’assessora Teresa Armato per valutare soluzioni e tempi. Intanto, dopo un primo faccia a faccia mercoledì 15, i commercianti avevano annunciato l’avvio della riapertura del Largo.
Perché, allora, è ancora tutto chiuso? Perché l’istruttoria non è breve: l’area è su suolo privato e non può ricevere una concessione “mercatale” come quella delle bancarelle di via Luca Giordano. Tra le ipotesi allo studio c’è il MAP (Mercato su Area Privata) previsto dalla legge regionale: mercato organizzato su proprietà non pubblica e gestito da un privato, eventualmente tramite bando e concessione di lungo periodo.
“Siamo al fianco dei commercianti nel percorso di regolarizzazione, ma serve un’istruttoria seria che dia anche certezze ai lavoratori e al quartiere. Promettere soluzioni miracolose in poche ore sarebbe ingannevole. Probabile un progetto sul modello MAP; potrebbe servire una delibera, e senza istruttoria non si può”, spiega a Fanpage.it Luigi Carbone, presidente della Commissione Commercio del Comune. “Chiederò che la soluzione tenga insieme sviluppo economico e qualità della vita dei residenti”.
Il Largo, dunque, resta chiuso—sebbene non vi sia un sequestro dell’area da parte del Comune. Gli uffici stanno verificando compatibilità urbanistica, aderenza alla normativa regionale sul commercio e ai regolamenti comunali, nonché la possibilità di allestire strutture amovibili che non generino nuova volumetria su suolo privato. Riapertura possibile nelle prossime ore, ma subordinata ai passaggi tecnici che—questa volta—non si possono saltare.
