Le tre persone finite in manette, con l’accusa di estorsione, detenzione e porto illegale di armi, sono ritenute contigue al clan di camorra dei Mallardo.
Con l’accusa di estorsione, detenzione e porto illegale di armi – reati aggravati dalle finalità e modalità mafiose – i carabinieri del Nucleo operativo della Compagnia di Giugliano in Campania hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Tribunale di Napoli, a carico di tre persone. Le indagini, condotte dalla Direzione distrettuale antimafia napoletana, avevano portato l’8 giugno scorso all’esecuzione di un fermo a carico di 9 persone ritenute vicine al clan di camorra “Mallardo”, operante a Giugliano in Campania e facente parte della confederazione tra organizzazioni denominata “Alleanza di Secondigliano”, cartello che aggrega i gruppi criminali insediati in un’ampia porzione del territorio metropolitano di Napoli.
L’inchiesta ha permesso di raccogliere gravi e ulteriori elementi indiziari anche a carico dei tre, Angelo Pirozzi, Antonio Russo e Biagio Vallefuoco, in ordine alle richieste estorsive ai danni di imprenditori edili, concessionari di auto, ristoratori, nonché all’imposizione nel conferimento degli oli esausti ai commercianti della zona, all’attività di riscossione e recupero dei crediti ed alla disponibilità, in capo all’organizzazione, di armi comuni da sparo. Sono 15 gli episodi contestati.
Elenco degli arrestati:
– PIROZZI Angelo, nato a Napoli il 2.4.1976, indagato per i reati di cui agli artt. 110 – 629, 416 bis co.1 C.P.;
– RUSSO Antonio, nato a Giugliano in Campania il 19.7.1969, indagato per i reati di cui agli artt. 110 – 629, 416 bis co.1 C.P.;
– VALLEFUOCO Biagio, nato a Giugliano in Campania il 9.1.1968, indagato per i reati di cui agli artt. 110 – 629, 416 bis co.1 C.P. e 10, 12 e 14 L. 497/74, 416 bis co. 1 C.P..
