martedì, Gennaio 26, 2021

Il Teatro San Carlo ricorda Alberto Zedda

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Il Teatro San Carlo ricorda Alberto Zedda
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Il Teatro di San Carlo rimpiange la scomparsa di Alberto Zedda, grande direttore d’orchestra e protagonista di quella Renaissance rossiniana che investì anche le stagioni del Teatro di San Carlo, soprattutto negli anni Settanta e Ottanta.

di Carlo Farina – Direttore ecclettico che, dal podio del Massimo napoletano, non solo diresse Rossini, ma propose titoli, selezionandoli da un vasto repertorio, che si estendeva da Domenico Cimarosa a Ermanno Wolf Ferrari e Guido Pannain, da Donizetti a Verdi e Massenet, da Pergolesi a De Simone.

Portò il San Carlo due volte in tournée: nel 1983 a Wiesbaden con La forza del destino di Giuseppe Verdi; nel 1987 a New York con lo Stabat Mater oratorio scenico di Giovan Battista Pergolesi / Roberto De Simone, per la regia dello stesso Roberto De Simone, scene di Mauro Carosi e costumi di Odette Nicoletti. Comprese le tournées, diresse i complessi artistici del San Carlo 19 volte, in occasione di 18 opere e 1 concerto, dal 1964 al 1991.

Debuttò al San Carlo con la Beatrice Cenci di Guido Pannain, con Virginia Zeani nel ruolo della protagonista, la regia affida a Vittorio Viviani, scene e costumi a Cesare Maria Cristini. Nel 1965 vi tornò con La Figlia del reggimento di Gaetano Donizetti regia di Filippo Crivelli, scene e costumi di Franco Zeffirelli, e Anna Moffo nei panni di Maria, l’anno a seguire con La vedova scaltra di Ermanno Wolf Ferrari, ed ancora nella stagione successiva per l’Otello di Verdi con Pier Miranda Ferraro nei panni del protagonista, accanto a Piero Cappuccilli in Jago.

Nel 1969 e nel 1970 diresse I quattro Rusteghi di Ermanno Wolf Ferrari e la Manon di Massenet, con Alfredo Kraus in Des Grieux. Al 1976 si deve il primo Rossini di Zedda al San Carlo: Il barbiere di Siviglia con la regia di Filippo Crivelli, scene di Jurgen Henze, costumi di Giorgio Metelli e un cast che contemplava: Alberto Rinaldi nel ruolo di Figaro, Lucia Valentina Terrani in Rosina, Ernesto Palacio in Almaviva, Enzo Dara in Bartolo, e l’anno a seguire (1977) proponeva Cenerentola con Luigi Alva e Lucia Valentini Terrani.

Nel 1978 il San Carlo ne applaude la conduzione del Matrimonio Segreto di Domenico Cimarosa, nel 1979 se L’Italiana in Algeri di Rossini, nel 1980 Il Turco in Italia, nel 1981 una nuova edizione del Barbiere di Siviglia, con Leo Nucci nelle vesti del protagonista, nel 1983 porta il San Carlo in tournée a Wiesbaden, presso lo Staatstheater, con un’opera di Verdi, La Forza del Destino, che vanta Ghena Dimitrova nei panni di Leonora.

Nel 1986, nella Basilica di San Francesco di Paola, dirige un oratorio scenico, lo Stabat Mater di Giovan Battista Pergolesi / Roberto De Simone, per la regia dello stesso Roberto De Simone, le scene di Mauro Carosi e i costumi di Odette Nicoletti, una produzione che contava la presenza di tre importanti voci femminili (Daniela Dessì, Valeria Baiano, Bernadetta Manca di Nissa) e l’attrice Irene Papas. L’oratorio scenico verrà ripreso l’anno a seguire presso la Chiesa della Pietrasanta e poi portato in tournée a pochi mesi di distanza, a New York, presso la Cathedral Church of Saint John. Nel maggio 1988 Alberto Zedda è sul podio per l’Ermione di Rossini, per la regia di Roberto De Simone e Fabio Sparvoli con Montserrat Caballé nel ruolo della protagonista, Chris Merritt in Pirro, Kathleen Kuhlmann in Andromaca.

La sua ultima apparizione sul podio per un allestimento lirico al San Carlo avvenne nel dicembre 1991 per l’inaugurazione della stagione 1991/1992, con Elisabetta, regina d’Inghilterra di Gioachino Rossini (regia, scene e costumi di Enrico Job), con Anna Caterina Antonacci nei panni della regina, Chris Merritt in Leicester, in alternanza a Ramon Vargas; ad oggi l’unica edizione novecentesca del titolo rossiniano, al San Carlo.

Gli annali del teatro riportano un unico concerto sinfonico, in data 21 ottobre 1978, con un programma che iniziava con l’Ouverture dalla Gazza Ladra di Rossini, proseguiva con il Triplo concerto per pianoforte, violino e violoncello in do maggiore, op56 di Ludwig van Beethoven, con Aldo Tramma, Roberto Bisello, Giacinto Caramia e terminava con la Sinfonia n. 3 in Fa maggiore, op. 90 di Johannes Brahms.

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