Trapianto di cuore eseguito con successo all’ospedale Monaldi di Napoli su un paziente affetto da cardiopatia dilatativa in fase terminale.
Un paziente, indicato con il nome di fantasia Umberto per tutelarne la privacy, è stato salvato grazie a un trapianto di cuore eseguito all’ospedale Monaldi.
L’uomo era affetto da una cardiopatia dilatativa in fase terminale. L’intervento è stato portato a termine con successo dall’équipe guidata dal cardiochirurgo Claudio Marra, consentendo al paziente di avviare il percorso post-operatorio e di tornare presto ad abbracciare i propri familiari.
Il ruolo dell’organizzazione multidisciplinare
“Questo nuovo trapianto di cuore testimonia il valore di un’organizzazione multidisciplinare che, nei percorsi ad alta complessità, mette in rete competenze chirurgiche, anestesiologiche, rianimatorie, cardiologiche, infermieristiche e assistenziali, garantendo una presa in carico completa del paziente in tutte le fasi del percorso di cura”, si legge in una nota.
“L’Azienda Ospedaliera dei Colli – sottolinea il direttore generale Anna Iervolino – è, e resta, un’eccellenza della sanità pubblica”.
L’impegno dei professionisti sanitari
Anche i medici, direttori di Unità Operativa Complessa e responsabili di Unità Operativa Semplice Dipartimentale, hanno ribadito il proprio impegno al servizio dei pazienti in una lettera aperta.
“L’attività assistenziale prosegue regolarmente, garantendo ogni giorno la presa in carico di centinaia di pazienti, nel segno della qualità, della sicurezza e della responsabilità professionale”, scrivono.
“In questo contesto, la continuità organizzativa e la stabilità dei percorsi rappresentano condizioni essenziali per assicurare efficacia e sicurezza delle cure. L’Azienda rappresenta da anni un punto di riferimento per numerose patologie ad alta complessità, con risultati clinici consolidati e professionalità riconosciute a livello nazionale. I professionisti continuano a operare con impegno e senso di responsabilità, in un clima di coesione e unità, espressione di una responsabilità condivisa nella gestione di una fase complessa, nel rispetto del lavoro delle autorità competenti e degli accertamenti in corso. È pertanto auspicabile che il racconto pubblico di una vicenda così delicata mantenga equilibrio e senso di responsabilità, evitando generalizzazioni che non rispecchiano la realtà dell’attività quotidiana. Resta ferma la convinzione che singoli episodi, per quanto gravi, non possano essere assunti come rappresentativi dell’attività quotidiana e dei valori che guidano il lavoro dell’intera comunità professionale”.
