Smantellato a Quarto un call center delle truffe telefoniche. Quattro arresti, sequestrati cellulari, computer e oltre cento SIM utilizzate per raggiri ai danni di anziani.
Una centrale operativa dedicata alle truffe telefoniche, organizzata come un vero call center e specializzata nel colpire soprattutto persone anziane. È quanto hanno scoperto i carabinieri della Tenenza di Quarto nel corso di un’operazione che ha portato all’arresto di quattro uomini.
L’intervento è scattato in un appartamento di via Crocillo, dove i militari avevano individuato un’attività sospetta legata a frodi informatiche e raggiri telefonici.
Il blitz dei carabinieri
Per sorprendere gli occupanti dell’abitazione, i carabinieri hanno deciso di interrompere l’energia elettrica dell’appartamento, staccando il contatore. Rimasti al buio, gli occupanti hanno aperto la porta consentendo ai militari di entrare e procedere al controllo.
All’interno dell’appartamento è stata scoperta una vera e propria postazione operativa con numerosi telefoni cellulari utilizzati per contattare le vittime.
Secondo quanto emerso, gli indagati utilizzavano formule ormai note nel mondo delle truffe telefoniche, fingendosi operatori bancari o appartenenti alle forze dell’ordine per convincere le vittime a fornire dati sensibili o autorizzare operazioni sui propri conti correnti.
Sette tentativi di frode e un colpo da 18mila euro
Nel corso dell’operazione i militari sono riusciti a documentare sette tentativi di truffa in corso.
Uno dei raggiri era stato appena portato a termine ai danni di un’anziana residente a Roma, alla quale erano stati sottratti circa 18mila euro.
Durante il blitz uno degli indagati avrebbe anche tentato di disfarsi di un telefono cellulare lanciandolo dalla finestra, senza però riuscire a evitare il sequestro del materiale.
Sequestrati telefoni, computer e oltre cento SIM
I carabinieri hanno sequestrato 17 telefoni cellulari, un computer portatile e ben 101 schede SIM presumibilmente utilizzate per le attività illecite.
I quattro arrestati, tutti napoletani e già noti alle forze dell’ordine, sono accusati di concorso in frode informatica.
Al termine delle formalità di rito sono stati posti agli arresti domiciliari in attesa delle decisioni dell’autorità giudiziaria.
