Quando il chicco di grano si trasforma in farina firmata Polselli, accade qualcosa che va oltre il semplice gesto produttivo: prende forma un linguaggio universale, capace di attraversare confini, culture e latitudini. Così, dopo l’esperienza vissuta a Seoul, nel cuore della Corea del Sud, il secondo “Contest Polselli” ha acceso i riflettori su Reykjavík, portando in Islanda il fascino e la tradizione della grande arte bianca italiana.
Non una semplice competizione, ma una vera festa della pizza contemporanea, vissuta come rito collettivo e come racconto di identità gastronomiche differenti. Sul banco di lavoro, trasformato quasi in una scena teatrale, i pizzaioli concorrenti hanno dato prova di tecnica, passione e personalità, lavorando gli impasti con la stessa intensità di artisti intenti a modellare materia viva. E proprio la farina Polselli è divenuta il centro di questo dialogo internazionale, ponte ideale tra il Mediterraneo e le terre nordiche.
A dirigere l’organizzazione tecnica della gara è stato il maestro dell’Accademia Polselli Paolo Parravano, interprete autorevole di quella cultura della lievitazione che fa della pizza un equilibrio perfetto tra conoscenza, sensibilità e rigore. L’organizzazione generale dell’evento è stata invece affidata all’account Manager Bakery dell’ importatore Polselli in Islanda, Eggert Jónsson, figura determinante per il successo di una manifestazione che ha saputo coinvolgere professionisti, pubblico e media locali.
Il regolamento del contest ha custodito con rispetto la sacralità della vera pizza, concedendo però spazio anche alla creatività contemporanea, alle lavorazioni indirette, all’uso della biga e alle più moderne tecniche di impasto. Una scelta che ha reso il confronto ancora più stimolante, evidenziando quanto anche in Islanda stia crescendo una sensibilità profonda verso il mondo delle farine, delle maturazioni e delle lievitazioni d’autore.
Il livello professionale emerso durante la competizione è apparso altissimo, segno evidente di una scena gastronomica in piena evoluzione. Non sorprende, dunque, che il contest abbia raccolto una forte attenzione mediatica, confermando quanto la pizza sia oggi uno dei linguaggi gastronomici più potenti e riconoscibili al mondo.
Sul podio sono saliti interpreti di assoluto valore. A conquistare il primo posto è stato Ismail Mesnaoui della pizzeria “Pizza Popolare”, premiato anche con la partecipazione, come ospite Polselli, a una delle prossime grandi fiere internazionali del settore. Seconda posizione per Michat Jozefik della pizzeria “Mika”, mentre il terzo gradino del podio è andato a Logi Brynjarsson per SV Catering / Alvotech.
L’esperienza islandese del Contest Polselli aggiunge così un nuovo tassello alla vocazione internazionale di un marchio che continua a esportare non soltanto farine, ma cultura, tradizione e identità. Perché ogni impasto custodisce un racconto, ogni pizza porta con sé la memoria di una terra e il talento di chi la lavora. Ed è proprio in questo incontro tra mani, lievito e passione che Polselli continua a scrivere, tappa dopo tappa, il suo grande viaggio nel mondo, trasformando la pizza in un racconto senza frontiere capace di unire popoli, tavole ed emozioni sotto il segno immortale del grano.
