Pescivendoli in rivolta a Palazzo San Giacomo: “L’ordinanza sull’Epatite A ci sta mettendo in ginocchio”

Pescivendoli in protesta a Napoli contro il divieto di cozze crude. Chiesto l’intervento del sindaco Manfredi per fermare il crollo degli incassi.

I pescivendoli della provincia di Napoli hanno fatto sentire la propria voce con una manifestazione di protesta davanti alla sede del Comune, chiedendo un incontro urgente con il sindaco Gaetano Manfredi. Circa un centinaio di operatori del settore ittico si sono radunati per esprimere il forte dissenso contro le recenti restrizioni sanitarie che vietano il consumo di frutti di mare crudi. Secondo i commercianti, la gestione mediatica dell’emergenza e le ordinanze restrittive starebbero causando un danno economico incalcolabile, rischiando di spingere sul lastrico centinaia di piccole imprese familiari.

Una crisi di fiducia nei mercati ittici

Il grido d’allarme dei pescivendoli nasce da una domenica definita “drammatica” sotto il profilo delle vendite. La psicosi collettiva, alimentata da una circolazione incontrollata di notizie sul web, ha svuotato le pescherie. In base a quanto riportato dall’ANSA, i portavoce della categoria sostengono che non sia corretto ridurre l’intera problematica dell’Epatite A a un semplice divieto di consumo dei mitili, senza aver prima individuato con certezza scientifica la fonte primaria dei contagi e i reali confini della diffusione del virus.

Le critiche alla comunicazione istituzionale

Sotto accusa è finita soprattutto la modalità con cui viene diffusa l’informazione sanitaria. I pescivendoli lamentano che l’accostamento costante tra le notizie sui contagi e le immagini delle cozze stia distruggendo la reputazione di un’intera filiera. “Individuare la causa esatta dopo settimane di incubazione è complesso”, spiegano i manifestanti, sottolineando come sia ingiusto colpire un settore che garantisce tracciabilità e controlli, a fronte di un problema che potrebbe avere origini diverse o essere legato a mercati non autorizzati.

Richiesta di tutele e prospettive future

La mobilitazione dei pescivendoli non sembra destinata a fermarsi senza un segnale concreto da parte delle istituzioni. La richiesta principale rivolta al primo cittadino è quella di avviare una campagna informativa più equilibrata che tuteli i consumatori senza demonizzare il prodotto ittico legale. Se le istanze non verranno ascoltate, i rappresentanti dei lavoratori hanno già annunciato nuove azioni di protesta, paventando il coinvolgimento di intere famiglie per difendere il diritto al lavoro e la sopravvivenza di un comparto storico dell’economia partenopea.

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