Cresciuta all’ombra del Vesuvio, Pia Velsi iniziò come cantante negli anni ’40. Dalla sceneggiata alla commedia d’autore, fu “nonna Trieste” in Parenti Serpenti.
È morta a 101 anni Pia Velsi, all’anagrafe Elpidia Sorbo, attrice di lungo corso cresciuta a Napoli e diventata un volto familiare del cinema e della tv italiana. Si è spenta ieri nel quartiere Esquilino di Roma, dove aveva vissuto per oltre sessant’anni, ma il suo cuore artistico era rimasto legato alla città partenopea, dove aveva mosso i primi passi nello spettacolo.
Negli anni ’40, con il nome d’arte di “Nuovo Fiore”, cominciò a esibirsi come cantante nei teatri e nei locali di Napoli, conquistando il pubblico con la sua voce. La recitazione arrivò quasi per caso, quando sostituì un’attrice al Teatro Petruzzelli di Bari: fu l’inizio di una carriera lunghissima e poliedrica.
Attraversò tutti i generi: dal teatro di varietà alle sceneggiate napoletane, dalle fiction televisive al grande cinema d’autore. Collaborò con registi come Renato Castellani e Nanni Loy, ma soprattutto con due icone della napoletanità come Massimo Troisi e Luciano De Crescenzo, che la vollero accanto in scene capaci di mescolare leggerezza, ironia e poesia.
Il grande pubblico la ricorda soprattutto come “nonna Trieste” in Parenti Serpenti (1992), la commedia amara di Mario Monicelli che divenne cult, e in cui recitava accanto a Paolo Panelli. Ma Pia Velsi ha continuato a farsi apprezzare anche in televisione: è stata tra le protagoniste di fiction popolari, ha interpretato la suora sorridente accanto ad Alessandro Del Piero nello spot dell’acqua Uliveto ed è apparsa nella serie Tutti pazzi per amore.
La sua vita negli ultimi anni ha raccontato un’altra storia, più dura: quella di un’attrice costretta a denunciare la povertà e la solitudine, con una pensione troppo bassa e un affitto troppo alto. Le sue parole, affidate alle cronache, suscitarono emozione e indignazione.
Pia Velsi lascia un’eredità fatta di umanità, dignità e talento: la Napoli che l’aveva vista crescere la ricorda oggi come una delle sue figlie artistiche, capace di attraversare un secolo intero con grazia e ironia.
