Napoli: abbattuta la villa-fortezza del clan nel Rione San Francesco

Napoli: demolita la villa abusiva del clan Botta nel Rione San Francesco. L’operazione Acer contro i simboli dell’Alleanza di Secondigliano.

Napoli segna un punto decisivo nella lotta all’abusivismo e alla criminalità organizzata con l’avvio delle operazioni di demolizione di una lussuosa villa nel cuore del Rione San Francesco. L’intervento, coordinato dall’Acer (Agenzia Campana per l’Edilizia Residenziale), ha interessato l’ultimo edificio irregolare ancora presente nell’area, ponendo fine a una situazione di illegalità che si protraeva da anni. Il manufatto, una struttura a corte di circa 550 metri quadrati, rappresentava una sfida aperta alle normative urbanistiche e al decoro del quartiere.

Un simbolo del potere criminale rimosso

La residenza non era una semplice abitazione abusiva, ma un vero e proprio emblema del controllo del territorio. In base a quanto riportato dall’ANSA, la villa era riconducibile alla famiglia Botta, legata a doppio filo al potente cartello malavitoso dell’Alleanza di Secondigliano. All’interno degli ambienti, caratterizzati da arredamenti sfarzosi e marmi ostentativi, le forze dell’ordine hanno rinvenuto persino un provocatorio “diploma” appeso alle pareti che celebrava il proprietario come “miglior boss del mondo”. La struttura era emersa anche nelle recenti indagini riguardanti le infiltrazioni criminali nella gestione dell’ospedale San Giovanni Bosco di Napoli.

Sinergia istituzionale per la legalità

L’abbattimento della villa è il coronamento di un complesso iter burocratico e giudiziario che ha visto collaborare attivamente la Procura della Repubblica, la Prefettura e il Comune di Napoli. Il presidente di Acer Campania, David Lebro, ha sottolineato come il successo dell’operazione sia frutto di un lavoro di squadra tra le istituzioni, volto a riaffermare la presenza dello Stato in contesti difficili. La Polizia Municipale, sotto la guida dell’Unità operativa Tutela edilizia, ha garantito la sicurezza dell’area durante le fasi di demolizione, assicurando che l’ordine definitivo venisse eseguito senza intoppi.

Il recupero del territorio

Con la scomparsa di questo simbolo di potere, l’area del Rione San Francesco viene restituita simbolicamente alla cittadinanza. L’intervento odierno a Napoli si inserisce in un più ampio piano di riqualificazione e monitoraggio del patrimonio residenziale pubblico, sostenuto dal Ministero dell’Interno e dalla Regione Campania. L’obiettivo è chiaro: eliminare ogni zona d’ombra dove l’illegalità ha cercato di mettere radici, dimostrando che nessun “fortino” è inattaccabile quando le istituzioni operano in modo compatto e condiviso.

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