venerdì, Febbraio 6, 2026

Lavori per l’America’s Cup a Bagnoli: polveri sottili oltre i limiti, mascherine obbligatorie per i vigili

I dati Arpac registrano tre sforamenti del PM10 in quattro giorni nell’area dei cantieri a Bagnoli. Valori più che doppi rispetto ai limiti di legge. La Polizia Locale adotta dispositivi di protezione.

I lavori in corso a Bagnoli per la bonifica dell’ex area industriale e per la realizzazione del villaggio tecnico dell’America’s Cup stanno producendo livelli elevati di polveri sottili, tali da rendere necessarie misure di protezione individuale per gli operatori impegnati sul territorio.

Secondo i dati dell’Arpac, come riporta Fanpage.it, in quattro giorni sono stati registrati tre sforamenti dei limiti di PM10, il particolato atmosferico più pericoloso per la salute. Il caso più critico è quello di lunedì 2 febbraio, quando la concentrazione media giornaliera ha raggiunto 113 microgrammi per metro cubo, oltre il doppio del limite massimo fissato a 50 microgrammi dal decreto legislativo 155/2010.

Ulteriori superamenti sono stati rilevati anche il 4 e il 5 febbraio, con valori rispettivamente di 81 e 79 microgrammi. In queste ultime giornate ha inciso anche la presenza di sabbia sahariana, che ha contribuito a un aumento generalizzato delle concentrazioni in tutta la Campania, ma l’episodio del 2 febbraio resta isolato e non confrontabile con le altre stazioni della rete regionale.

Centralina Arpac installata a Città della Scienza

Il monitoraggio è stato avviato dopo l’apertura dei cantieri e su richiesta di un consigliere comunale. Il 30 gennaio, l’Arpac ha installato un laboratorio mobile di rilevazione presso Città della Scienza, in grado di misurare le concentrazioni orarie di numerosi inquinanti, tra cui ossidi di azoto, ozono, monossido di carbonio, benzene e tutte le frazioni di particolato atmosferico, dal PM1 al PM10.

L’area interessata è attraversata da un intenso traffico di camion, impegnati nel trasporto di terra per le operazioni di tombatura della colmata. Il continuo passaggio dei mezzi, provenienti anche da cave esterne alla regione, ha comportato un diffuso sollevamento di polveri, visibile lungo le strade adiacenti al cantiere.

Polizia Locale con mascherine FFP3

Alla luce dei dati e delle condizioni ambientali, la Polizia Locale di Napoli, impegnata nella gestione della viabilità e dei controlli nell’area di Bagnoli, ha iniziato a indossare mascherine protettive. La misura è arrivata dopo una richiesta formale avanzata dalle organizzazioni sindacali, che hanno segnalato il rischio di inalazione delle polveri da parte degli agenti in servizio.

Le sigle sindacali hanno evidenziato come la movimentazione della terra abbia causato depositi di polveri sulle strade, sui veicoli di servizio e sugli operatori, con possibili effetti sulla salute, chiedendo la distribuzione quotidiana di dispositivi di protezione di tipo FFP3 per il personale esposto.

Monitoraggio ancora in corso

L’Arpac ha annunciato che il monitoraggio proseguirà anche nei prossimi giorni, per valutare l’evoluzione della qualità dell’aria e distinguere l’impatto delle attività di cantiere da quello di fattori naturali, come gli apporti di sabbia sahariana.

Intanto, l’attenzione resta alta su un’area già segnata da un lungo passato industriale e oggi al centro di un processo di trasformazione che, tra bonifiche e grandi eventi, continua a sollevare interrogativi sul fronte ambientale e della tutela della salute pubblica.

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