25-10-20 | 20:27

Il delivery non basta a Sorbillo: “Non riapro le pizzerie”

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Francesco Monacohttps://www.2anews.it
Francesco Monaco, giornalista pubblicista. Esperienza dalla carta stampata a internet, radio e tv. Scrittore, il suo primo romanzo: 'Baciami prima di andare'.

Il pizzaiolo napoletano Gino Sorbillo ha annunciato che lunedì, nonostante il via libera dalla Regione, non riaprirà i suoi locali in città.

Il pizzaiolo napoletano Gino Sorbillo annuncia su Facebook che lunedì, nonostante il via libera dalla Regione, non riaprirà i suoi locali in città. “Buon lavoro a tutti coloro che ricominceranno a lavorare con il delivery del food in Campania da lunedì 27 aprile – scrive nel post – Noi per ora non lo faremo, non riapriremo, ci sistemeremo e ci confronteremo per valutare le altre problematiche da segnalare sempre e solo per il bene di tutte le attività di ristoro”.

Una scelta personale, spiega il pizzaiolo, contattato telefonicamente. “Abbiamo apprezzato davvero molto la decisione del governatore De Luca di consentire il delivery – afferma – è un primo ritorno alla normalità”. Il timore, ammette, era che la gente, anche con la Fase 2 e poi in seguito, sviluppasse una “paura del cibo come portatore di virus”. L’ordinanza con cui De Luca apre alle consegne a domicilio di cibi cotti prevede regole rigide da seguire, per poter evitare eventuali contagi.

“Di sicuro il tempo è limitato – spiega Sorbillo – per ora è dalle 16 alle 22, noi siamo panificatori, cominciamo a lavorare al mattino presto e non solo perché la pizza si mangia anche a pranzo. Speriamo che un po’ alla volta l’orario sarà prolungato. Così come l’abbigliamento da indossare per lavorare e il nodo delle consegne”.

Ciò che conta, per Sorbillo, è che, però, chi vorrà potrà riprendere a lavorare perché “mi sono confrontato con tanti ristoratori, pizzerie, e tutti hanno segnalato difficoltà economiche non da poco, per il pagamento dei fitti dei locali, per le bollette”. Ben venga, dunque, l’ordinanza che sblocca il delivery. “Per me ora conta questo, che il delivery si è sbloccato, poi bisogna lavorare sulle modalità di consegna, magari potremmo usare i nostri dipendenti”. Anche perché, stando a ipotesi di distanziamento sociale da tenere anche a riapertura delle attività, non si potrà essere in troppi nei locali e alcuni dipendenti potrebbero essere impiegati per le consegne a domicilio.

Sorbillo dice di aver compreso fin dall’inizio le motivazioni del lockdown, “decisioni prese da De Luca per tutelare la salute”. “Noi per primi abbiamo detto ai nostri clienti di rimanere a casa, di fermarsi – aggiunge – abbiamo chiuso le nostre attività dalla sera alla mattina pur avendo prodotti deperibili che sarebbero andati persi. Ma era così che andava fatto”. Nonostante i primi spiragli e la possibilità di tornare a lavoro, secondo Sorbillo, ci sarà un periodo molto duro.

“Sarebbe auspicabile un blocco dei fitti che dovremmo ottenere dai privati – conclude – così come sollecitiamo la cassa integrazione, che ad oggi ancora non è arrivata a chi ne ha fatto richiesta, per altri mesi ancora perché ci sarà un calo drastico delle presenze”.

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