A Napoli apparecchia 5 tavole d’autore che raccontano l’anima della città e sabato 13 settembre invita tutti i napoletani a partecipare alla lunga tavolata nel ristorante IKEA di Afragola. Chi si presenterà in grembiule, potrà pranzare svedese gratuitamente.
Napoli, 10 settembre 2025 – A Napoli la convivialità non prende vita soltanto durante le feste, le ricorrenze o le occasioni speciali, ma è un’arte che nasce tutti i giorni all’interno delle quattro mura di casa. Lo dimostra la nuova ricerca realizzata da IKEA Italia in collaborazione con Doxa che esplora il legame speciale tra i napoletani e la tavola. Nella città, lo stare insieme attorno a un tavolo è un rituale sociale e affettivo, dove persone, cibo e spazi si intrecciano con cura, dando vita a gesti che parlano di tradizione, identità e accoglienza.
L’80% dei napoletani dichiara di occuparsi abitualmente della preparazione dei pasti, cucinare rappresenta soprattutto un momento di relax e creatività (62% degli intervistati), accompagnato da piccole abitudini come ascoltare musica o programmi radio/Tv. Sono le ricette di famiglia, per il 47%, e quelle della propria regione, per il 42%, gli elementi che a Napoli si associano alla tradizione culinaria italiana, a sottolineare come il cibo sia un veicolo di memorie ed emozioni.
Ma l’ingrediente principale che i napoletani associano al cibo è quello della convivialità: per più di 7 napoletani su 10 è la casa, intorno ad una tavola apparecchiata, lo spazio ideale per socializzare con amici e parenti, dove convivialità significa chiacchierare (per il 43% degli intervistati), in un tempo fatto di lentezza, che può scorrere senza fretta (27%), soprattutto se avviene attorno a una tavola ben apparecchiata (18%).
Nel capoluogo partenopeo, per 1 persona su 2 la convivialità parte da gesti spontanei che nascono sul momento, dopo una telefonata o un incontro, e che vengono condivisi, in particolar modo, con familiari (73%) e amici (48%). Uno stare insieme che viene amplificato anche grazie ai social network: il 68% dei napoletani ama postare online foto o video che immortalano momenti di socialità, soprattutto quando si tratta di occasioni speciali. In questo contesto, il cibo è il filo che cuce i legami tra le persone, tantoché per il 54% cucinare per gli altri è un atto d’amore che porta gratificazione.
Le tavole dei quartieri di Napoli
Per sottolineare il valore della convivialità, IKEA ha allestito, mercoledì 10 e giovedì 11 settembre, cinque tavole sparse per Napoli che raccontano storie che sono le varie anime della città:
- Il tavolo che si sposta – La tavola non ha sempre bisogno di gambe o tovaglia per esistere: può nascere in piedi, sotto un portico o lungo un vicolo. Lo street food napoletano dimostra che tradizione e modernità non sono in conflitto, possono convivere, contaminarsi, crescere insieme. Perché mangiare insieme – anche solo una frittatina davanti a una friggitoria – è un modo per dirsi che si appartiene a qualcosa. A una città, a una cultura, a una storia che continua. Nel contesto della Rotonda Diaz, l’installazione realizzata dalla designer Elena Salmistraro è composta da una tavola che, anche se informale, resta un gesto potente di appartenenza e comunità.
- Un tavolo che profuma di caffè – Non serve sempre un pasto completo per ritrovarsi attorno a qualcosa. A volte basta una tazzina. A Napoli, il caffè è molto più di una bevanda: è un gesto sociale, un’abitudine quotidiana che si ripete quasi in automatico, ma che contiene un mondo di significati. In casa o al bar, da soli o in compagnia, il caffè è il filo sottile che lega le giornate, le persone, le generazioni. Un piccolo rito che fa da ponte tra ciò che era e ciò che sta diventando. Situata in Piazza della Sanità, l’installazione celebra la Napoli che resiste, che innova senza perdere la memoria, che trasforma un caffè in un atto politico e poetico. Il design, sobrio e caldo, accompagna il racconto senza sovrastarlo, lasciando spazio alle storie, alle persone, alla città. In questo luogo, il caffè non è solo una bevanda: è tempo condiviso, identità, relazione. E ogni elemento dell’installazione diventa un invito a fermarsi, a riconoscersi, a partecipare.
- Il tavolo al mercato – Ci sono tavole che nascono nei posti più inattesi, come tra cassette di frutta e odore di basilico fresco. A Napoli, anche una frutteria può diventare una casa, se attorno a un tavolo si comincia a cucinare insieme. In questi spazi informali, la tavola non è solo un piano dove si mangia, ma il luogo dove si condividono culture, storie, ricette. È il gesto di tagliare, impastare, assaggiare fianco a fianco che fa da collante e, nella Galleria Umberto I, il mercato diventa metafora di incontro. L’installazione, ispirata a una cucina collettiva nei Quartieri Spagnoli, trasforma lo spazio urbano in luogo di scambio e relazione.
- La tavola in musica – Napoli è una città dove ogni gesto ha un suono e ogni suono racconta una storia. La Niña, cantautrice e attrice napoletana, interpreta la tavola non solo come luogo d’incontro, ma come strumento vivo: il ritmo nasce dal quotidiano, azioni comuni, oggetti tipici della tavola si fanno musica. Situata a Palazzo San Felice, l’installazione diventa simbolo di memoria collettiva e spazio emotivo, suonata, vissuta e abitata.
- La tavola che unisce – L’Altra Napoli Ente Filantropico è un’organizzazione nata nel 2005 con l’obiettivo di rigenerare Napoli, in particolare i quartieri Rione Sanità e Forcella, combattendo la povertà educativa e favorendo l’inclusione sociale. Nei progetti realizzati dall’associazione, prima ancora di sedersi a tavola, viene curato il contesto: luoghi abbandonati vengono riqualificati e trasformati in ambienti caldi, puliti, luminosi, perché i bambini hanno bisogno di bellezza per crescere. In Largo San Martino prende forma un gesto semplice e potente: una merenda condivisa con i Piccoli Cantori di Forcella. La tavola è pensata per accogliere senza ingombrare, un’installazione che racconta una storia dolce ed intensa. IKEA ha collaborato con l’associazione nell’ambito del progetto ‘Un posto da chiamare casa’, che, insieme a istituzioni e realtà locali, realizza progetti sociali per restituire il senso di casa a chi ne ha più bisogno.
”Il cibo è molto più di un bisogno, è il filo che unisce persone, generazioni e culture. In casa, la cucina è il cuore pulsante di questo legame: un luogo dove nascono ricordi, si intrecciano emozioni e stare insieme diventa la cosa più preziosa” dichiara Nicola Nicolai, Market Manager di IKEA Afragola. “L’impegno di IKEA è quello di aiutare le persone a creare ambienti dove sentirsi bene ogni giorno e potersi riunire attorno a un pasto cucinato in casa”.
Per celebrare l’importanza dello stare insieme a tavola, IKEA ha pensato di organizzare un grande evento che coinvolgerà tutti i suoi store in Italia e nel mondo, e invita tutti a prenderne parte: sabato 13 settembre, dalle 11:30 alle 13:30, le persone che visiteranno il negozio IKEA di Afragola avranno la possibilità di partecipare a una lunga tavolata dove ogni persona è invitata e, chi si presenterà in grembiule, potrà gustare un pranzo svedese gratuitamente.
