martedì, Febbraio 24, 2026

I capitali del clan Lo Russo riciclati in Toscana, 2 arresti a Napoli: I NOMI

Le due persone finite in manette, tra cui il figlio di un esponente del clan Lo Russo, avrebbero trasferito alle concerie toscane il denaro da riciclare.

Denaro frutto di attività illecite per un totale di centinaia di migliaia di euro, che veniva ‘ripulito’ attraverso l’invio ad alcune concerie della Toscana, con sede tra le province di Firenze e Pisa, grazie a una rete di spedizionieri compiacenti. E’ quanto scoperto dai carabinieri nell’ambito dell’inchiesta della Dda di Firenze che ha portato a due arresti eseguiti su disposizione del gip Silvia Romeo. Indagate complessivamente 18 persone.

In manette, su richiesta del pm Giuseppina Mione, sono finiti due uomini residenti a Napoli, Ciro Taglialatela (figlio di Bruno Taglialatela, esponente di spicco del clan camorristico Lo Russo di Napoli) e Vincenzo Bocchetti.

Le accuse sono di riciclaggio, impiego di denaro di provenienza illecita ed emissione di fatture per operazioni inesistenti. Per l’accusa i due, in qualità di referenti delle ditte ‘Brupel’ e ‘World Pellami’ di Casavatore (Napoli), avrebbero trasferito alle concerie toscane il denaro da riciclare. In base a quanto emerso, le ditte del Napoletano avrebbero emesso fatture false, verso le concerie del distretto toscano, facendo riferimento a ordini fittizi di merce e ricevendo in cambio pagamenti con bonifici bancari. I soldi venivano poi restituiti in contanti alle ditte del distretto conciario.

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