Il 52% dei punti monitorati da Goletta Verde di Legambiente risulta oltre i limiti di legge. Preoccupano soprattutto le foci dei fiumi. Solo nel 23% dei casi sono presenti cartelli informativi.
È allarme inquinamento lungo le coste campane. Secondo i dati diffusi da Goletta Verde di Legambiente, 16 dei 31 punti campionati nel corso del monitoraggio 2025 sono risultati oltre i limiti di legge, pari al 52% del totale. I risultati sono stati presentati oggi a Salerno, nel corso di una conferenza stampa presso il Club Velico, alla presenza della direttrice di Legambiente Campania Francesca Ferro, della referente Anna Savarese e del direttore di Arpac Stefano Sorvino.
Il monitoraggio è stato effettuato tra il 9 e il 21 luglio nelle province di Napoli, Caserta e Salerno, con prelievi mirati alla verifica della presenza di batteri indicatori di contaminazione fecale (Escherichia coli e enterococchi intestinali).
I dati provincia per provincia
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Napoli: su 14 punti monitorati, 5 sono risultati oltre i limiti (4 fortemente inquinati e 1 inquinato). Tra i siti più critici, la foce del canale di Licola a Pozzuoli, il mare a San Giovanni a Teduccio, Torre del Greco, Sarno ed Ercolano.
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Salerno: 9 su 12 i punti oltre soglia, di cui 7 fortemente inquinati. Particolarmente critiche le foci dei fiumi Irno, Tusciano, Solofrone, Asa e Regina Minor.
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Caserta: 2 su 5 i punti inquinati, tra cui la foce del Savone e quella dei Regi Lagni a Castel Volturno.
Da segnalare invece i risultati positivi per Ischia, dove tutti i 4 punti monitorati sono risultati entro i limiti.
Le criticità sistemiche
“La nostra azione non ha lo scopo di assegnare patenti di balneabilità, ma di evidenziare le criticità ambientali”, ha spiegato Francesca Ferro. “Serve un deciso miglioramento nella gestione delle reti fognarie e degli impianti di depurazione, soprattutto nelle aree critiche come le foci fluviali”.
Secondo Legambiente, il 68% del carico inquinante generato in Campania ricade in agglomerati urbani attualmente in procedura d’infrazione europea. A questi si aggiunge un 7,5% di popolazione non servita da rete fognaria o servita solo da sistemi individuali, pari a circa 500.000 abitanti equivalenti.
Scarsa informazione ai cittadini
Altro nodo critico riguarda la scarsa informazione al pubblico: nel 77% dei punti campionati non sono stati riscontrati cartelli di divieto di balneazione, e nel 94% dei casi non c’era alcuna indicazione sulla qualità delle acque.
“Le foci non sono balneabili, ma spesso vengono frequentate come spiagge libere. L’assenza di cartelli può esporre i bagnanti a rischi evitabili”, ha denunciato Martina Palmisano, portavoce nazionale di Goletta Verde.
