Commozione ai funerali di Aniello Scarpati, il poliziotto morto a Torre del Greco. Piantedosi: “La presenza dello Stato sarà concreta”. Convalidato l’arresto del 28enne accusato di aver causato l’incidente.
Un lungo applauso ha accolto l’arrivo del feretro di Aniello Scarpati, il poliziotto morto a Torre del Greco nella notte tra sabato e domenica, quando la volante su cui era in servizio è stata travolta da un SUV che ha invaso la corsia.
La bara, avvolta nel Tricolore, è stata accolta dal picchetto d’onore della Polizia di Stato nella chiesa evangelica ADI di Napoli, dove si sono svolte le esequie.
Presenti, accanto ai familiari e ai colleghi, le principali autorità: il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, il capo della Polizia Vittorio Pisani, il prefetto di Napoli Michele di Bari, il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, il questore Maurizio Agricola e l’assessore alla Sicurezza del Comune di Napoli Antonio De Iesu. In chiesa anche l’arcivescovo di Napoli, cardinale Domenico Battaglia.
Le parole della moglie e il messaggio di Piantedosi
Tra la commozione generale, la moglie Eliana ha ricordato il marito con parole toccanti:
“Sono orgogliosa di essere la moglie di un poliziotto. Mio marito è nato ed è morto con la divisa. Sarà sempre nei nostri cuori, lo amerò per sempre. Chi lo ha ucciso, pagherà”.
Alla fine della cerimonia, in lacrime, ha aggiunto:
“Se mio figlio Daniel vorrà entrare in Polizia, sarò orgogliosa. E lo sarà anche suo padre”.
Il ministro Matteo Piantedosi, intervenendo durante i funerali, ha assicurato che “la presenza dello Stato deve essere e sarà concreta”.
“Alla moglie Eliana e ai figli Sharon, Daniel e Melissa va la vicinanza più sincera e affettuosa delle istituzioni e di tutta la comunità. Le parole possono poco di fronte a un dolore simile – ha aggiunto – ma il riconoscimento di oggi non si esaurirà in una cerimonia: deve rappresentare un sostegno e una memoria viva. Nel servizio, nella responsabilità e nella solidarietà si costruisce la forza di una nazione”.
Convalidato l’arresto del 28enne accusato di aver causato l’incidente
Il gip di Torre Annunziata, Riccardo Sena, ha convalidato l’arresto e disposto la custodia cautelare in carcere per il 28enne accusato di aver provocato l’incidente costato la vita all’agente Scarpati.
L’uomo, detenuto nel carcere di Poggioreale, è accusato di omicidio stradale aggravato.
Secondo quanto riferito dal suo legale, l’avvocato Domenico Dello Iacono, l’indagato durante l’interrogatorio ha risposto alle domande del giudice “singhiozzando”, dicendosi distrutto per l’accaduto.
“Ha ammesso di aver bevuto due whiskey in un bar poco prima dell’incidente, ma ha negato di aver assunto droga quella sera”, ha dichiarato il difensore.
La Procura di Torre Annunziata (pm Alessandra Riccio) aveva chiesto il carcere, ritenendo sussistente il rischio di reiterazione del reato e sottolineando la “propensione al delitto” dell’indagato.
Entrambi, come è emerso, sono di fede evangelica: “Nessuno più di me può capire cosa si prova davanti a una perdita così grande”, avrebbe detto il giovane al giudice.
Il ricordo di un servitore dello Stato
Aniello Scarpati viene ricordato come un poliziotto esemplare, marito e padre amorevole, sempre sorridente e dedito al lavoro.
Il suo sacrificio ha scosso profondamente la comunità e le istituzioni.
Come ha sottolineato il ministro Piantedosi, “è nel servizio e nella solidarietà che si misura la forza di una nazione”.
