lunedì, Febbraio 2, 2026

Fatima Trotta all’Augusteo con Sapore di Mare tra nostalgia e anni ’60

Al Teatro Augusteo, ha trovato casa “Sapore di Mare – Il Musical”, un’operazione teatrale che riaccende, con sentimento e un pizzico di sfrontata nostalgia, il mito del film dei fratelli Vanzina, uscito nel 1983 e diventato, col tempo, una sorta di reliquiario affettivo della commedia nazionale.

Qui, però, la memoria si fa teatro, e quel mondo lieve, impastato di adolescenza, sogni balneari e primi turbamenti sentimentali, torna a vivere in una Forte dei Marmi del 1964 che vibra di colori, sorrisi e malinconie d’altri tempi. A dominare il palcoscenico è la colonna sonora, autentico scrigno della musica italiana anni Sessanta: un flusso continuo che scorre da Celentano a Piero Focaccia, da Rita Pavone a Domenico Modugno, da Gigliola Cinquetti a Bobby Solo, fino a Caterina Caselli, Gianni Morandi, Fred Bongusto e Peppino Di Capri.

È un mosaico di melodie che appartiene a una generazione intera e che il musical, a tratti con esuberanza forse eccessiva, dispensa senza risparmio. Il risultato è un turbine di canzoni che si rincorrono quasi senza respiro: un’“operazione ricordo” che, per energia, rischia più volte di sconfinare nella frenesia di un juke-box impazzito. Ma quando il ritmo si assesta e la memoria si posa, ecco tornare l’incanto di un’Italia che si credeva felice.

Fatima Trotta all'Augusteo con Sapore di Mare tra nostalgia e anni '60

A orchestrare l’intera impresa c’è Maurizio Colombi, regista, capace di una conduzione limpida, rispettosa del materiale originale, pronta a far correre lo spettacolo senza mai smarrirne la leggerezza. Le due ore filano con fluidità; qualche spigolo verbale del film viene opportunamente smussato, mentre l’adattamento firmato da Enrico Vanzina e Fausto Brizzi si colora di una tonalità quasi fiabesca.

Restano, inevitabili, alcuni stereotipi, soprattutto nel ritratto femminile tipico di quegli anni, ma la messa in scena cerca di stemperarli con ironia e romanticismo. Il cast, nutrito e affiatato, dona all’insieme una vitalità contagiosa. Brilla Fatima Trotta, tenera e luminosa Marina Pinardi, che con grazia e misura incarna il battito ingenuo dell’estate del ’64. Al suo fianco, Edoardo Piacente offre un Luca di presenza decisa, mentre Giulia Carra veste con efficace seduzione la signora Balestra.

Luca Quarchioni dà vita a un Gianni impacciato e irresistibile; Lorenzo Tognocchi si impone come Felicino con fisicità e ritmo; Marta Melchiorre regala alla disinibita Susan una verve scoppiettante; Paky Vicenti e Paolo Barillari restituiscono rispettivamente Paolo e il bagnino Morino con solida credibilità. E poi ancora: Anna Foria è una Selvaggia dolente e simpatica; Carlotta Sibilla tratteggia una fresca Giorgia; Elisa Filace dà corpo e voce a Lucia Pinardi; Giuseppe Galizia è un Commendator Carraro di brillante precisione; Renato Tognocchi interpreta con misura il Dottor Balestra; Alex Botta compare nel ruolo di Maurizio; Pietro Mascheroni e Francesco Bianchini sono i Marchesini Pucci con garbo caricaturale; Andrea Casati è un altro Maurizio scenicamente efficace; infine Claudia Campolongo, medico, presentatrice, cantante e tastierista e Marta Bitti nell’ensemble completano un organico ricco e coinvolgente.

La parola recitata, talvolta un po’ ingessata, viene rilanciata dai momenti musicali, sorretti dalla direzione di Davide Magnabosco e Alex Procacci e dalle coreografie di Rita Pivano. La cornice visiva contribuisce in modo decisivo alla riuscita: la scenografia di Clara Abbruzzese modella luoghi che mutano con eleganza, evocando spiagge, salotti e notti di festa con una fluidità quasi cinematografica.

Le luci di Valerio Tiberi creano atmosfere spensierate.. I costumi dell’Atelier Creativo Sapore Di Mare Il Musical by Diego Dalla Palma rievocano con cura filologica l’epoca, mentre il disegno audio di Maurizio Capitini ben avvolge la sala. “Sapore di Mare – Il Musical” è, in definitiva, un viaggio sentimentale che i meno giovani vivono come un ritorno a casa, e che i più giovani percepiscono come una finestra aperta su una stagione gioiosa del nostro immaginario collettivo.

Per tutti, resta una dichiarazione d’amore alla leggerezza, quella virtù rara che, pur senza cambiare il mondo, lo rende più dolce. E mentre il pubblico lascia l’Augusteo con negli occhi il blu di Forte dei Marmi e nelle orecchie gli accordi spensierati degli anni Sessanta, fuori lo attendono luminarie, zampognari e l’aria frizzante delle feste. Ma che volete farci? Anche a Natale, quando la città profuma di castagne e presepi, a teatro può bastare una canzone per ritrovarsi improvvisamente con “sapore di mare”… e la voglia matta di un tuffo fuori stagione.

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