Epatite A, aumento dei casi a Napoli: 60 pazienti al Cotugno

Picco di contagi di epatite A nel mese di marzo. Caso in provincia di Padova dopo un viaggio a Napoli. Invito alla prudenza in vista della Pasqua: “Consumare mitili ben cotti e lavare accuratamente frutta e verdura”.

Sale il numero dei casi di epatite A in Campania. All’ospedale Cotugno di Napoli si registrano attualmente 60 pazienti ricoverati nei reparti, di cui tre in pronto soccorso, mentre nel solo mese di marzo i contagi hanno raggiunto quota 89, segnando un picco.

A fare il punto è Novella Carannante, infettivologa della struttura partenopea, che evidenzia come il contagio non si sia fermato nonostante alcune dimissioni registrate negli ultimi giorni.

“Abbiamo avuto diverse dimissioni nelle ultime 48 ore e un calo degli arrivi, ma oggi sette nuovi ricoverati con l’epatite. Quindi non si è fermato il contagio e dobbiamo affrontare il periodo di Pasqua, bisogna capire come andrà in quel periodo”, ha spiegato.

Attenzione ai frutti di mare in vista della Pasqua

In Campania, soprattutto durante le festività pasquali, i frutti di mare sono tradizionalmente presenti sulle tavole, in particolare nel giorno del Giovedì Santo. Proprio su questo punto l’infettivologa invita alla prudenza.

“I frutti di mare vanno mangiati ben cotti, frutta e verdura vanno lavate bene e per molti minuti. Al momento non ci risultano contagiati da frutta e verdura: tutti i ricoverati hanno mangiato mitili”, ha precisato Carannante.

Un paziente ricoverato al Cotugno avrebbe riferito di aver consumato frutti di mare in cinque diversi locali nei giorni precedenti alla comparsa dei sintomi.

L’esperta raccomanda cautela anche nel consumo di sushi: “Non è un periodo adatto per consumarlo, l’abbattitore non serve a distruggere il virus dell’epatite A”.

Un caso anche in Veneto dopo un viaggio a Napoli

Un caso di epatite A è stato registrato anche in provincia di Padova, come comunicato dall’azienda sanitaria Ulss 6 Euganea. Si tratta di un turista veneto rientrato da un viaggio a Napoli, durante il quale avrebbe consumato frutti di mare.

Il paziente ha seguito la profilassi prevista e le sue condizioni sono buone. Negli ultimi sei anni sono stati 38 i casi di epatite A registrati nel territorio padovano.

Secondo Luca Sbrogiò, direttore del Dipartimento di Prevenzione dell’Ulss 6, l’epidemia rappresenta un esempio di approccio One Health, che collega ambiente, animali e salute umana.

“In ambienti degradati e inquinati da rifiuti organici proliferano cozze e vongole che filtrano e concentrano anche virus come l’epatite A. Se consumati poco cotti possono provocare il contagio”, ha spiegato.

Tra i fattori che favoriscono la diffusione del virus vengono indicati la scarsa attenzione alle norme igieniche, una manipolazione non corretta degli alimenti e la mancata vaccinazione.

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