E’ l’ultimo progetto di ricerca sviluppato da Graded in risposta al bando STEP (Tecnologie critiche ed emergenti) del MIMIT, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Utilizzo di microalghe per rimuovere sostanze inquinanti e produrre biomassa da valorizzare. E’ quanto prevede l’ultimo progetto di ricerca sviluppato da Graded, società energetica guidata da Vito Grassi con quartier generale a Napoli, in risposta al bando STEP (Tecnologie critiche ed emergenti) del MIMIT, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Il progetto, presentato nel corso dell’ultima edizione di Innovation Villageù a Napoli, ha un grande potenziale per lo sviluppo di energie alternative e la transizione verso un’economia circolare.
Le alghe, infatti, non servono solo a depurare l’aria, con la loro grande capacità di catturare Co2. Se colpite dalla luce, si accrescono e producono una biomassa, che ha capacità energetica molto superiore a quella di mais e soia, colture utilizzate per produrre biocarburanti di prima generazione a discapito dell’alimentazione umana. La biomassa algale contiene lipidi, da cui si può produrre biodiesel, carboidrati, da cui ricavare etanolo e carburanti, e proteine, da destinare ad usi alimentari.
Non è l’unico fronte su cui si sta muovendo la ricerca targata Graded. In una prospettiva di medio-lungo termine, sul fronte delle energie alternative, l’azienda si è impegnata ad investire nuove risorse in progetti di R&D su fonti rinnovabili come geotermia, solare, idrogeno verde e a rafforzare la propria presenza in nuovi settori carbon free, facendo leva sugli strumenti messi a disposizione dalla transizione digitale.
Già a partire dal 2021 la società ha raccolto la sfida dell’idrogeno. Sono stati avviati due impianti pilota per la produzione di idrogeno verde da sviluppare all’interno di altrettanti progetti di ricerca: uno in Campania, nell’azienda sperimentale di Castel Volturno, in collaborazione con il Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, l’altro a Dubai in partnership con la Sharjah University. L’ obiettivo è utilizzare questi impianti di microcogenerazione, studiarne i benefici ambientali e replicare la tecnologia su larga scala, affinché si possano raggiungere i target di carbon neutrality in linea con gli SDGs. L’azienda sta, inoltre, raccogliendo importanti risultati sul fronte della ricerca con due progetti che puntano allo sviluppo e alla sperimentazione di nuovi prototipi per la generazione e lo stoccaggio dell’energia, ad altissima efficienza e bassissimo impatto ambientale.
Il primo si chiama Gretha, acronimo di “Green Energy Technology with full cells Hydrogen and renewables”, e vede in campo Atenei e imprese. A lavorare al prototipo, assieme a Graded ci sono l’Università degli Studi Federico II, l’Università Politecnico delle Marche, ENAV e Tecnosistem.
Il prototipo rappresenta una radicale innovazione rispetto ai prodotti attualmente disponibili sul mercato: introduce un sistema di trigenerazione che integra una pluralità di tecnologie hi-tech per la conversione e lo stoccaggio dell’energia, ad altissima efficienza e bassissimo impatto ambientale.
Sullo stesso fronte Graded è in prima fila anche nella realizzazione di un intervento cofinanziato dalla Regione Campania. Si tratta di “H2RESTORE”, progetto che punta allo sviluppo di un modulo integrato di energy storage da fonterinnovabilecontecnologieinnovativeaidrogeno.
