Domenico Caliendo: l’avvocato annuncia nuove richieste di risarcimento per 10 milioni. Emergono altri tre casi di decessi sospetti al Monaldi legati a infezioni.
La tragedia di Domenico Caliendo, il bambino di due anni spirato il 21 febbraio dopo un trapianto di cuore fallito, sembra essere solo la punta dell’iceberg di una crisi ben più profonda all’interno dell’ospedale Monaldi di Napoli. L’avvocato della famiglia, Francesco Petruzzi, ha annunciato l’intenzione di presentare tre ulteriori istanze di risarcimento, per una cifra complessiva che si aggira intorno ai 10 milioni di euro. Queste nuove azioni legali riguardano altri tre piccoli pazienti che, tra il 2021 e il 2023, avrebbero perso la vita nella stessa struttura a causa di infezioni batteriche nosocomiali.
Il filo conduttore: lo stesso chirurgo di Domenico Caliendo
Il dato più inquietante che emerge dalle nuove denunce è la ricorrenza di un nome specifico: tutti i bambini coinvolti erano pazienti del dottor Guido Oppido. Secondo quanto riferito dall’ANSA, il cardiochirurgo è già al centro dell’inchiesta per l’intervento non riuscito su Domenico Caliendo. Tra i nuovi casi segnalati dal legale, figura una bambina trapiantata nell’agosto 2021 e deceduta nel marzo 2023, oltre a due neonati di pochi mesi morti dopo interventi di cardiochirurgia. Il sospetto della difesa è che esista un nesso tra le procedure adottate e la proliferazione di batteri ospedalieri letali all’interno del reparto.
Ospedale senza copertura assicurativa: il nodo dell’autotutela
Un altro aspetto tecnico-giuridico sollevato dall’avvocato di Domenico Caliendo riguarda la solidità finanziaria dell’Azienda Ospedaliera dei Colli. Durante un’intervista televisiva, Petruzzi ha rivelato che il Monaldi opererebbe da anni in regime di “autotutela”, ovvero senza una polizza assicurativa esterna. La decisione sarebbe scaturita dopo che una compagnia aveva richiesto un premio di 14 milioni di euro, cifra ritenuta eccessiva dall’ufficio legale dell’ospedale. Questa situazione pone seri interrogativi sulla capacità della struttura di far fronte a risarcimenti milionari senza gravare direttamente sulle casse pubbliche, rischiando anche l’intervento della Corte dei Conti in caso di condanne superiori alle cifre proposte per il componimento bonario.
La Regione Campania pronta a scendere in campo
Sulla vicenda di Domenico Caliendo è intervenuto anche il governatore Roberto Fico, che non ha escluso la possibilità per la Regione Campania di costituirsi parte civile in un futuro processo. Il presidente ha confermato che è attualmente in corso un’ispezione sanitaria straordinaria, attivata per la prima volta grazie a una specifica legge regionale che conferisce ampi poteri agli ispettori. Fico ha mantenuto una linea di cautela riguardo alle possibili dimissioni dei vertici del Monaldi, dichiarando che ogni decisione in merito alla dirigenza verrà presa solo dopo aver visionato i risultati definitivi della relazione ispettiva.
