venerdì, Febbraio 6, 2026

Caivano: Eugenia Carfora, la preside della fiction Rai, condannata a risarcire un docente

Il Tribunale civile di Napoli Nord ha dichiarato illegittimo il decreto di depennamento adottato dalla dirigente dell’istituto Morano di Caivano per gli anni successivi al 2022-2023. Alla docente riconosciuto un risarcimento per la perdita di opportunità lavorative.

Il Tribunale civile di Napoli Nord ha condannato la dirigente scolastica Eugenia Carfora, alla guida dell’istituto Morano di Caivano, imponendole il pagamento di circa 16mila euro a favore di un docente. La somma è stata riconosciuta come risarcimento per la perdita del vantaggio economico derivante dal decreto di depennamento dalle graduatorie per le supplenze, poi giudicato illegittimo.

La dirigente Carfora è nota al grande pubblico per la sua storia, che ha ispirato la fiction televisiva La Preside. Il provvedimento contestato, adottato dalla dirigente scolastica, è stato ritenuto illegittimo dal Tribunale di Napoli Nord, che ha accolto parzialmente il ricorso presentato dal docente, assistito dagli avvocati Pasquale e Pietro Marotta.

La vicenda

I fatti risalgono all’ottobre 2022. L’8 ottobre il docente viene convocato per una supplenza presso l’istituto Morano di Caivano e invitato a presentare entro il 10 ottobre la documentazione attestante i titoli di studio. L’insegnante, accortosi di aver smarrito la pergamena di laurea, consegna alla scuola la denuncia di smarrimento, insieme al certificato di laurea e al diploma.

La segreteria dell’istituto Morano archivia però la pratica relativa alla supplenza, suggerendo al docente di accettare altri incarichi. Il 12 ottobre, infatti, l’insegnante sottoscrive un contratto a tempo determinato con l’istituto superiore Piscopo di Arzano.

Il decreto di depennamento

La situazione cambia il 18 ottobre, quando la segreteria del Morano comunica al docente l’adozione di un decreto firmato dalla dirigente Carfora, che dispone il depennamento dell’insegnante da tutte le graduatorie, per tutte le classi di concorso e per ogni ordine e grado di istruzione. A seguito di tale provvedimento, il contratto con l’istituto di Arzano viene risolto.

Secondo quanto emerso in giudizio, il docente perderà diverse opportunità di supplenza nell’anno scolastico 2022-2023 e non verrà più chiamato da alcuna scuola nell’anno successivo.

La decisione del Tribunale

Il Tribunale civile di Napoli Nord, in funzione di giudice del lavoro, ha accolto parzialmente il ricorso. I giudici hanno ritenuto il decreto di depennamento legittimo limitatamente all’anno scolastico 2022-2023, ma illegittimo per tutti gli anni successivi, compreso il 2023-2024.

Da qui la condanna al risarcimento del danno economico subito dal docente, quantificato in circa 16mila euro, per la perdita delle occasioni lavorative conseguenti al provvedimento ritenuto illegittimo.

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