giovedì, Febbraio 19, 2026

De Laurentiis attacca: “Lo stadio Maradona è un semi-cesso, non posso competere così con le big”

Durante il Football Business Forum alla Bocconi, il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis critica duramente lo stadio di Fuorigrotta: “Paghiamo quanto il PSG ma abbiamo l’impianto solo tre giorni. Un disastro nato nel 1990”.

Nuova uscita durissima del presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, che non risparmia critiche allo stadio Diego Armando Maradona durante il Football Business Forum organizzato alla SDA Bocconi di Milano.
«Lo stadio Maradona è un semi-cesso. Lo dissi già quando arrivò Ancelotti» ha dichiarato il patron azzurro, spiegando le difficoltà economiche che il club affronta rispetto ai top team europei.

«Il PSG paga la stessa cifra che paga il Napoli per il suo stadio, ma loro hanno l’esclusiva e guadagnano 100 milioni di euro. Il Napoli lo ha solo per tre giorni: prima, durante e dopo l’evento. Quando Inter e Milan incassano 14 milioni, noi nel cesso del Maradona arriviamo a 3 in una serata di Champions. E poi dovrei comprare calciatori spendendo 50-60 milioni per competere con loro?».

“Un disastro nato nel 1990”

De Laurentiis ha poi affondato il colpo anche sulle origini dei problemi strutturali dell’impianto:
«I problemi del Maradona nascono nel 1990: fu un disastro totale, hanno solo rubato soldi. Io non c’ero, ma ora dovrei rinnovare il mio stadio mentre gioco, avendo un impatto economico importante?».

Il presidente ha ribadito la necessità di un nuovo stadio moderno, fuori dagli schemi attuali:
«Voglio uno stadio con tanti parcheggi. Chi dice che si viene con i mezzi dice balle: la gente vuole venire in auto, averla pulita e sicura alla fine della partita. Dobbiamo avere questo stadio dentro la città. La politica non sa nulla di calcio e ignora dove il calcio sta andando».

Un messaggio alla politica

Le parole di De Laurentiis si inseriscono nel dibattito acceso sul restyling o la sostituzione del Maradona, tema già al centro della Delibera 513 del Comune di Napoli, che apre alla possibilità di un impianto rinnovato in vista degli Europei 2032.

Il presidente azzurro, però, sembra guardare oltre: un nuovo stadio di proprietà rimane da anni il suo sogno e la sua battaglia, nel segno di una gestione più moderna e redditizia, in linea con i grandi club europei.

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