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Da re Stanislao ai maestri Mignone la storia del Babà si ferma a Napoli

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2Anews è un magazine online di informazione Alternativa e Autonoma, di promozione sociale attivo sull’intero territorio campano e nazionale. Ideato e curato da Antonella Amato, giornalista professionista. Il magazine è una testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Napoli n.67 del 20/12/2016.

Una serata dedicata a Sua Maestà il ‘Babà’. Curiosità e storia di una specialità dolciaria della tradizione napoletana.

di Giuseppe GiorgioLa grande magia e l’inconfondibile delicatezza del “Babà” rivivranno, giovedì 21 novembre 2019, a partire dalle ore 20.00, nell’accogliente atmosfera della Pasticceria “Mignone” in piazza Cavour, 145 a Napoli (Museo Nazionale).

Riproponendo la storia e il sapore di origini decisamente reali del famoso dolce  inventato da Stanislao Leszczyński, Re di Polonia e suocero di Luigi XV di Francia, i maestri pasticceri di casa Ugo e Raffaele Mignone hanno organizzato un’attesa serata di incontro e degustazione dedicata a Sua Maestà il “Babà”.

Con il prezioso dolce in cattedra accompagnato da una buona cioccolata calda e tante bollicine per un brindisi finale, la serata offrirà la possibilità tra storia e bontà per il palato, di fare la conoscenza con una specialità dolciaria divenuta leggenda.Da re Stanislao ai maestri Mignone la storia del Babà si ferma a Napoli

Di origini reali la storia del babà è molto simile a quella di una favola con tanto di Re, corte e servitù.

Stanislao Leszczyński, giovanissimo re di Polonia dal 1704 per circa trent’anni e destituito dal potere, avendo al suo attivo un’imponente parentela con Luigi XV di Francia, che aveva sposato sua figlia Maria, ottenne al momento del suo allontanamento politico, anzichè peggiore destino, il Ducato di Lorena.

Siccome, proprio come avviene nelle favole il ducato si trasformò presto in una noiosa e cupa prigione dorata, l’ex re circondandosi di filosofi e scienziati, si mise a studiare mettendo a punto, tra l’altro, un programma di collaborazione internazionale europea che di fatto fu la prima versione dell’unione europea.

Non potendo attuare i suoi progetti per effetto della perdita di ogni potere, Stanislao, trovava conforto e dolcezza nelle specialità dei pasticceri del posto, impegnati in una sorta di gara atta a sollevare lo spirito dell’ex regnante con i piaceri del palato, provando ad inventare di tanto in tanto una nuova specialità.Da re Stanislao ai maestri Mignone la storia del Babà si ferma a Napoli

Non  sempre però le intenzioni dei maestri pasticceri davano i frutti desiderati tanto che all’ ex sovrano veniva spesso servito il  “kugelhupf”, un dolce tipico del posto, fatto di con farina finissima, lievito di birra, burro, zucchero, uova e uva sultanina dalla pasta soffice e spugnosa. Stanislao, a dire il vero, questo dolce proprio non lo sopportava ritenendolo secco e difficilmente ingoiabile, nonostante i vari esperimenti di bagno effettuati con vino Madera, zucchero e spezie.

Sempre convinto dei suoi grandi ideali, Stanislao spesso affogava le sue delusioni nel vino fino a giungere alla famosa acquavite derivata dalla canna da zucchero ed importata dalle Antille chiamata rhum.

E fu proprio questa alcolica bevanda che un giorno, finendo accidentalmente su quel dolce lorenese tanto odiato dall’ex sovrano, a far nascere di fatto una memorabile specialità dolciaria dal caldo ed intenso  profumo.

Appena assaggiato, quel nuovo portento di pasticceria fortuitamente materializzatosi sotto i suoi occhi ed  incuriosito dall’insolito connubio, rhum e pasta, lo sconsolato ex regnante trovò finalmente un nuovo motivo di vita abbandonandosi all’indescrivibile piacere derivato dall’assaporare un babà, nome ben presto confezionato dallo stesso re polacco ispiratosi ad Alì Babà protagonista del racconto tratto da “ Le mille e una notte”.

Il babà da Lunéville nella regione della Lorena arrivò presto a Parigi, nella celebre pasticceria Sthorer. Il viaggio dalla capitale francese a Napoli il  babà lo fece grazie ai cosiddetti “monsù” (dei prestigiosi chef al servizio delle più nobili famiglie napoletane) che lo modellarono dandogli la famosa forma a fungo.

Fu da allora che il delizioso dolce elesse Napoli come sua residenza distinguendosi per la pasta lievemente dolce che ricava tutto il suo zuccheroso e vellutato sapore dal bagno di rhum da sempre elemento inscindibile e fondamentale. E sempre a Napoli, nei giorni nostri,  il babà continua ad avere un’accoglienza affettuosa confermata anche dall’opera dei maestri pasticceri Ugo e Raffaele Mignone sempre alle prese con una continua ricerca.

Fatti di passione ed amore per il prestigioso dolce, gli studi della Pasticceria “Mignone” si traducono in una produzione finissima frutto di antiche regole e prodotti genuini. Ed è appunto dal rispetto per le secolari usanze di una città pasticcera che scaturisce la tradizionale e perfetta ricetta del babà firmato “Mignone”.

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