23-11-20 | 17:17

Coronavirus, il primo giorno di una Napoli più vuota

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Francesco Monacohttps://www.2anews.it
Francesco Monaco, giornalista. Esperienza dalla carta stampata a internet, radio e tv. Scrittore, il suo primo romanzo: 'Baciami prima di andare'.

Persino il rito del caffè al bar è stato messo da parte in seguito alle nuove disposizioni governative per frenare la diffusione del Coronavirus.

Nella Napoli chiusa per coronavirus non si sentono nella notte nemmeno gli schiamazzi delle bande di ragazzini che oltraggiano solitamente i grandi spazi della Galleria Umberto per giocare a pallone. Gli unici presenti sono solo alcuni senza casa avvolti a terra nelle coperte.

In strada pochissima gente. A pochi passi dalla Galleria, vicino a Piazza Plebiscito, a quest’ora già tradizionalmente affollata, chiusi bar e locali storici come il Gambrinus che dalle prime ore del mattino servivano decine di caffè – un vero e proprio rito per i napoletani – e che ora appaiono con le serrande chiuse. Sbarrati anche gli ingressi di negozi di famose griffe di abbigliamento così come fast food e rivendite di souvenir hanno le saracinesche abbassate. Anche sul lungomare, tradizionalmente popolato in periodi normali, da runner e maratoneti oggi non si vede quasi nessuno.

Ci sta qualche spostamento in auto ma si tratta di persone che, spiegano, devono raggiungere i luoghi di lavoro aperti. Anche sulla Tangenziale, l’arteria che collega la parte orientale con quella occidentale della città e che a quest’ora solitamente presentava già rallentamenti e code, si circola senza alcun problema e le auto che si vedono sono molto poche. A rendere forse ancora più spettrale la cartolina della Napoli vuota il sole già alto prima delle 8. Come se fossimo già in pieno giorno ma la città è deserta.

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