Pubblicato il bollettino mensile dell’Ingv relativo a gennaio 2026: intensa attività sismica nell’area dei Campi Flegrei e deformazione del suolo ancora in atto, ma con velocità ridotta.
I Campi Flegrei restano sotto stretta osservazione scientifica dopo la diffusione degli ultimi dati sullo stato dell’area vulcanica.
Come riportato da Fanpage, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha pubblicato il bollettino mensile di monitoraggio relativo a gennaio 2026, che fotografa una situazione caratterizzata da un’elevata sismicità e da un sollevamento del suolo ancora in corso, seppur con una velocità inferiore rispetto a fasi precedenti.
La sismicità registrata nel mese di gennaio
Nel corso del mese appena analizzato, nell’area flegrea sono stati registrati complessivamente 285 terremoti. L’evento più significativo è stato quello di magnitudo 3.1, avvenuto il 6 gennaio, giorno dell’Epifania.
Il report segnala inoltre la presenza di cinque sciami sismici, durante i quali sono state rilevate 63 scosse complessive, confermando una persistente attività sismica diffusa nel territorio.
Il sollevamento del suolo: andamento e variazioni
Per quanto riguarda la deformazione del suolo, l’area dei Campi Flegrei si trova ancora in fase di sollevamento, ma con un ritmo attualmente stabilizzato su 1,5 centimetri al mese, valore osservato con continuità a partire da dicembre 2025.
Nel corso del 2025, tuttavia, la velocità di sollevamento ha mostrato un andamento irregolare. Tra metà febbraio e marzo, il terreno si era innalzato fino a 3 centimetri mensili, per poi rallentare ad aprile tornando a 1,5 centimetri al mese.
Successivamente, nel mese di ottobre 2025, si era registrata una nuova accelerazione, con una velocità salita a 2,5 centimetri mensili, prima dell’attuale fase di assestamento.
Monitoraggio costante dell’area flegrea
I dati contenuti nel bollettino Ingv confermano quindi una dinamica complessa, con variazioni sia nella sismicità sia nella deformazione del suolo. L’area resta costantemente monitorata attraverso reti sismiche e sistemi di misurazione satellitare, fondamentali per seguire l’evoluzione del fenomeno bradisismico.
