La Procura di Santa Maria Capua Vetere e la Procura Generale di Napoli illustrano i risultati delle operazioni su Castel Volturno, Mondragone e Sessa Aurunca: sequestri di stabilimenti balneari, aree recintate illegalmente e strutture abusive. Liberata un’area demaniale di 14mila mq.
Un’azione coordinata e sistematica contro l’abusivismo sul demanio marittimo del litorale domitio. I risultati delle operazioni condotte dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, sotto le direttive della Procura Generale presso la Corte d’Appello di Napoli, sono stati illustrati questa mattina nel corso di una conferenza stampa congiunta. Sul campo hanno operato Guardia Costiera, Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia di Stato.
I territori coinvolti e la strategia operativa
Le attività hanno interessato principalmente i Comuni di Castel Volturno, Mondragone e Sessa Aurunca, attraverso un dispositivo operativo strutturato e capillare finalizzato al contrasto delle occupazioni abusive, alla tutela dell’ambiente e del paesaggio e al ripristino della legalità sul demanio marittimo.
Gli interventi più rilevanti
Numerosi i sequestri preventivi eseguiti nel corso delle operazioni, riguardanti immobili abusivi, stabilimenti balneari, aree recintate illegalmente e strutture turistico-ricettive realizzate senza titoli autorizzativi. Tra gli interventi di maggiore impatto spicca il sequestro di circa 80 immobili abusivi in località Bagnara, nel Comune di Castel Volturno, con 19 già demoliti e altri in corso di abbattimento. È stata inoltre liberata un’area demaniale di circa 14mila metri quadrati precedentemente occupata da una struttura abusiva. Le forze dell’ordine hanno proceduto anche al sequestro di stabilimenti balneari e manufatti realizzati in violazione della normativa vigente, al contrasto della gestione illecita di concessioni demaniali anche in applicazione della normativa antimafia, alla rimozione di attrezzature balneari abusive e al sequestro di un cantiere nautico per gravi irregolarità ambientali. Proseguono parallelamente le demolizioni lungo il tratto terminale del fiume Volturno, per il ripristino delle condizioni di sicurezza idraulica e ambientale.
Oltre il 30% degli indagati ha demolito autonomamente
Un dato significativo emerge dall’analisi delle operazioni: in più di un terzo dei casi gli indagati hanno scelto di procedere volontariamente all’abbattimento delle opere abusive, sostenendone i costi in prima persona. Un segnale, secondo l’autorità giudiziaria, dell’efficacia dell’azione repressiva messa in campo.
Aulicino: “Il demanio è un bene pubblico, nessuna occupazione sarà tollerata”
L’Ammiraglio Ispettore Giuseppe Aulicino, Direttore Marittimo della Campania, ha tracciato le linee dell’impegno futuro: “L’azione di contrasto all’abusivismo demaniale marittimo proseguirà senza soluzione di continuità, sotto il costante coordinamento dell’Autorità Giudiziaria, fino al completo ripristino della legalità. Il demanio marittimo è un bene pubblico e ogni forma di occupazione illegittima sarà perseguita con determinazione.”
