In un presente segnato da contraddizioni e nuove fragilità sociali, il teatro si conferma ancora una volta specchio del vivere quotidiano, spazio in cui si intrecciano conflitti familiari, dinamiche intime e momenti di leggerezza. È in questo solco che si inserisce il nuovo appuntamento della stagione del Teatro Bracco, dove da giovedì 9 a domenica 12 aprile (giovedì e venerdì ore 21- sabato ore 19.30 – domenica 18.30) approda Paolo Caiazzo con “Boomer – Un papà sul sofà”.
Nella sala di via Tarsia diretta da Caterina De Santis, prende vita una commedia che ha il passo leggero della farsa e la profondità di un’indagine generazionale. Caiazzo, autore e interprete insieme a Daniele Ciniglio e Nicola Pavese, con la partecipazione di Gioia Miale, costruisce un congegno scenico in cui il riso si intreccia alla malinconia, restituendo al pubblico una vicenda tanto quotidiana quanto emblematica.
La storia è quella di un padre e di un figlio che finiscono per abitare lo stesso spazio non per scelta, ma per necessità. Attorno a loro, una gioventù smarrita tra illusioni sentimentali e precarietà, incarnata da Daniele e Nicola, coinquilini per caso e complici nelle difficoltà dell’esistere. E poi c’è Paolo, avvocato sconfitto e uomo improvvisamente solo, che irrompe in quell’equilibrio instabile trasformando un sofà in campo di battaglia emotivo.
La drammaturgia si muove agile tra equivoci, solitudini e desideri inconfessati, fino a sfiorare temi più ampi: il fallimento delle relazioni, il bisogno di reinventarsi, la disperata ricerca di un nuovo inizio. In questo mosaico umano si inserisce anche la figura di Assunta, donna dal passato complesso e dalle inattese ombre digitali, che aggiunge ulteriori sfumature a una vicenda già ricca di contrasti.
“Boomer” non è soltanto una commedia brillante: è un ritratto generazionale che interroga, con leggerezza solo apparente, il nostro tempo. Tra risate e disincanto, Caiazzo che firma anche la regia, invita lo spettatore a riconoscersi in quella fragile, ostinata aspirazione alla felicità che, nonostante tutto, continua a bussare alla porta di ogni esistenza. E forse, proprio su quel sofà, tra uno scontro e una carezza, si nasconde ancora la possibilità di chiamare quella strana e improbabile convivenza, famiglia.
