Domenico Caliendo: depositata la querela per diffamazione contro il cardiochirurgo

Domenico Caliendo: i genitori querelano il cardiochirurgo Oppido per le dichiarazioni a RaiTre. Scontro sulla verità del trapianto fallito al Monaldi.

Il caso giudiziario legato alla tragica fine di Domenico Caliendo, il bambino di poco più di due anni scomparso lo scorso 21 febbraio, si arricchisce di un nuovo atto formale presso la Procura. L’avvocato Francesco Petruzzi ha infatti depositato questa mattina, presso il commissariato del Palazzo di Giustizia di Napoli, una querela per diffamazione a mezzo stampa nei confronti di Guido Oppido, il medico che guidò l’equipe durante il fallimentare trapianto di cuore dello scorso dicembre.

L’iniziativa legale è stata intrapresa per conto dei genitori di Domenico Caliendo, Patrizia Mercolino e Antonio Caliendo, decisi a tutelare la propria versione dei fatti contro le dichiarazioni pubbliche del professionista.

Il nodo delle informazioni alla famiglia

La scintilla che ha portato alla nuova denuncia risiede in alcune affermazioni rilasciate dal dottor Oppido durante una recente puntata della trasmissione “Mi manda RaiTre“. In tale occasione, il cardiochirurgo avrebbe sostenuto di aver agito con la massima trasparenza, affermando testualmente: “abbiamo detto tutto dall’inizio” ai congiunti di Domenico Caliendo. Questa ricostruzione è stata però fermamente smentita dai genitori, i quali sostengono di essere rimasti all’oscuro delle reali criticità dell’organo — che sarebbe giunto da Bolzano seriamente compromesso — fino a quando la notizia non è rimbalzata sugli organi di stampa e nei servizi televisivi.

Scontro sulla verità dei fatti

Secondo quanto riportato dall’Ansa, la madre di Domenico Caliendo ha ribadito con forza di non aver mai ricevuto comunicazioni tempestive circa il presunto danneggiamento del cuore durante il trasporto. La discrepanza tra la versione medica e quella della famiglia rappresenta uno dei punti più caldi dell’intera inchiesta, che vede già diversi sanitari indagati per omicidio colposo e falso in atto pubblico. La querela depositata oggi mira a sanzionare quella che i legali definiscono una “diffamazione in continuazione”, volta a screditare il dolore e la testimonianza dei genitori del piccolo Domenico davanti all’opinione pubblica nazionale.

Le indagini parallele e il clima di tensione

Mentre il fronte della diffamazione si sposta nelle aule penali, prosegue l’attività istruttoria volta ad accertare eventuali responsabilità professionali nella morte di Domenico Caliendo. Gli inquirenti stanno analizzando le cartelle cliniche e le testimonianze del personale di sala operatoria per verificare se vi siano state manipolazioni negli orari degli interventi. In questo clima di estrema tensione, la famiglia di Domenico Caliendo continua a chiedere giustizia, pretendendo che la narrazione degli eventi in ospedale rispecchi fedelmente quanto accaduto in quei drammatici giorni di fine anno.

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