Dalla Campania all’Emilia-Romagna, passando per il Lazio, ecco le mostre di arte aperte anche durante le giornate festive di aprile e maggio.
Festività primaverili, tra aprile e maggio, nella bellezza dell’arte a Napoli, Roma, e Parma che, con specifici progetti espositivi dedicati a Mirò, a Matisse, a Caravaggio, a Monet e all’Impressionismo francese, propongono una panoramica della storia dell’arte attraverso quattro secoli, dal Seicento al Novecento, tra sperimentazioni, innovazioni e ribellioni.
Napoli, sino al 26 aprile: la Basilica di Santa Maria Maggiore alla Pietrasanta ospiterà sino al 26 aprile la mostra: “Joan Miró: per poi arrivare all’anima”, prodotta da Navigare S.r.l. e curata da Achille Bonito Oliva con Vittoria Mainoldi.
Protagonista della rassegna è la poetica del pittore catalano che, attraverso circa 120 opere – quasi tutte litografie – provenienti da collezioni private, si rivela in un’arte fatta di sperimentazioni, di continua ricerca, di connubio tra parola e immagine, tra arte visiva e letteratura, in un universo in cui la parola diventa plastica, si rende forma, segno e colore.
Tra le opere esposte, le tavole che accompagnano i volumi I e II del catalogo ragionato delle litografie di Miró, alcune copertine di LP disegnate dall’artista, e la personale interpretazione del personaggio teatrale Ubu Roi creato nel 1896 da Alfred Jarry, padre della Patafisica, con alcune litografie originali a colori (1966) e una serie di riproduzioni “after” di litografie (Ed. Seat, 1987) intitolate Enfance d’Ubu, sempre ispirate alla trilogia scritta da Jarry.
Di grande suggestione, infine, anche la raccolta di opere dedicate a soggetti ricorrenti nell’arte di Miró: la figura femminile, il mondo della natura, in particolare degli uccelli, e i famosi “Personnages”, figure ibride, immaginarie, collegate ad un’idea di universo e di natura primordiale.
Orari: lunedì / venerdì: ore 9:30 – 19:30; sabato / domenica / festivi: ore 9:30 – 20:30.
Parma, sino al 31 maggio: “Impressionisti: 100 anni di riflessi. Gli Impressionisti da Monet a Bonnard” è il titolo della mostra in corso a Palazzo Tarasconi nel centro di Parma che, in soli 45 giorni, ha registrato 16 mila visitatori.
Nel centenario della morte del pittore francese Claude Monet (1840 – 1926), l’esposizione, prodotta da Navigare S.r.l. con il patrocinio della Provincia di Parma e curata dallo storico dell’arte Stefano Oliviero, presenta più di 70 opere di oltre 30 artisti, provenienti da collezioni private italiane e francesi, tra le quali spiccano due dipinti di Monet, figura cardine della rivoluzione artistica impressionista.
Un focus speciale mette, infatti, in dialogo l’opera giovanile Tempête à Sainte-Adresse (1857 ca.) e un dipinto della maturità, Les Pêcheurs de Poissy (attr., 1882 ca.), offrendo uno sguardo privilegiato sull’evoluzione della poetica del Maestro. Nei 100 anni di riflessi evidenziati dal titolo, corre la storia dell’arte e risiede il significato della mostra che rimanda non solo al riflesso della luce, elemento centrale nell’opera di Monet e degli Impressionisti, ma anche al riflesso di un’eredità artistica.
Dipinti a olio, acquerelli, disegni e incisioni, sono le opere di artisti del calibro di: Théodore Rousseau, Charles-François Daubigny, Jean François Millet, Antoine Guillemet, Eugène Isabey, Narcisse Virgile Diaz De La Peña, Alfred Sisley, Paul César Helleu, Johan Barthold Jongkind, Henri Gervex, Giovanni Boldini sino a Pierre Bonnard.
Orari: lunedì / venerdì: ore 9:30 – 19:30; sabato / domenica / festivi: ore 9:30 – 20:30.
Roma, sino al 28 giugno: al Museo della Fanteria e dell’Esercito Italiano, a Roma, l’arte raddoppia grazie alle due mostre prodotte da Navigare S.r.l., dedicate al genio del Caravaggio e dei caravaggeschi e alle sperimentazioni del francese Henri Matisse. Le due esposizioni prevedono un biglietto abbinato di 20 euro (lun/ven) e di 22 euro nelle giornate festive e nei weekend, da acquistare direttamente in biglietteria.
Al piano terra è presente l’esposizione “Caravaggio e i Maestri della luce”, a cura di Alberto Bertuzzi e Francesco Gallo Mazzeo, un invito a immergersi nel mondo straordinario del caravaggismo, esplorando l’influenza di Michelangelo Merisi, detto Caravaggio, su un’intera generazione di artisti europei.
Al centro dell’esposizione l’olio su tela del Caravaggio L’incredulità di San Tommaso, a cui fanno da contorno 22 opere di artisti come, tra gli altri, Bartolomeo Manfredi, Orazio Gentileschi, Matthias Stomer, Giovan Battista Caracciolo detto Battistello, Massimo Stanzione, Bartholomeus Van Der Helst e Jusepe De Ribera.
Nelle sale al secondo piano è presente la mostra “L’ultimo Matisse – Morfologie di carta”, a cura della storica dell’arte Vittoria Mainoldi. Con 114 opere divise nelle sezioni Verve, Jazz, Disegni, Libri d’artista e libri illustrati, l’esposizione racconta la colorata rivoluzione gli ultimi 15 anni del percorso artistico del pittore francese maestro del Fauvismo, che, dagli anni delle avanguardie parigine della pittura, dopo essersi trasferito a Nizza (dove morì nel 1954), trova ispirazione nelle nuove forme espressive, dal disegno alla grafica, dando vita alle opere papier découpé, “dipingendo con le forbici”.
Orari: lunedì / venerdì: ore 9:30 – 19:30; sabato / domenica / festivi: ore 9:30 – 20:30.
