Oppido: i genitori dei piccoli pazienti difendono il cardiochirurgo e richiamano la Costituzione

Oppido: i genitori di 186 bimbi curati difendono il cardiochirurgo. Scontro con il legale dei Caliendo tra diritto di cronaca e presunzione di innocenza.

Il caso del dottor Oppido continua a far discutere, spostando lo scontro dalle aule di tribunale al piano del dibattito pubblico e del diritto di opinione. Al centro della disputa c’è la figura del noto specialista, recentemente destinatario di nuove contestazioni da parte della Procura di Napoli e del Nas, che al reato di omicidio colposo in concorso hanno aggiunto l’accusa di falso. Nonostante il peso delle indagini, un folto gruppo di genitori — rappresentanti di 186 bambini nati con patologie cardiache e curati dal medico — ha rotto il silenzio per ribadire la propria incondizionata stima professionale nei suoi confronti.

La replica dei genitori al legale della famiglia Caliendo

La tensione è salita dopo alcune esternazioni dell’avvocato Francesco Petruzzi, che assiste i familiari del piccolo Domenico. In una nota ufficiale, i sostenitori di Oppido hanno risposto duramente al legale, rivendicando la piena legittimità del loro sostegno pubblico. Secondo quanto riportato dall’ANSA, le famiglie hanno citato esplicitamente l’articolo 21 della Costituzione Italiana, ricordando che il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero è un pilastro democratico che non può essere sottoposto a forme di censura o pressione mediatica.

“Eccelso professionista”: il richiamo alla presunzione di innocenza

Per le famiglie che hanno visto i propri figli salvati dall’intervento dello specialista, Oppido resta un “cardiochirurgo eccelso”. Nella loro comunicazione, i genitori hanno invitato la controparte a non cercare il consenso dell’opinione pubblica attraverso i social o i mass media, ma a limitare il confronto tecnico alle sedi giudiziarie competenti. Hanno inoltre sottolineato come il professor Oppido debba essere considerato innocente fino a una eventuale sentenza definitiva, appellandosi all’articolo 27 della Carta Costituzionale e alle tutele garantite dalla Cedu (Convenzione europea per i diritti dell’uomo).

Uno scontro di posizioni tra gratitudine e giustizia

La vicenda umana e giudiziaria che ruota attorno alla figura di Oppido mette in luce una profonda spaccatura. Da un lato c’è il dolore e la richiesta di accertamento della verità della famiglia Caliendo, dall’altro la riconoscenza di centinaia di persone che difendono l’operato di un medico considerato un punto di riferimento per la cardiochirurgia pediatrica meridionale. Mentre le indagini proseguono per fare luce sulle presunte irregolarità e sulle responsabilità cliniche, il fronte dei sostenitori assicura che non smetterà di manifestare gratitudine verso il professionista.

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