Protesta al liceo Alberti di Napoli per la scala antincendio rotta: lezioni ridotte e solo 250 studenti in presenza. La Città Metropolitana annuncia la chiusura lavori e Scia nel weekend.
Dopo settimane di attività scolastica a singhiozzo e la protesta di studenti e genitori davanti ai cancelli, arriva un primo calendario degli interventi per il liceo Leon Battista Alberti di Napoli. La Città Metropolitana annuncia che i lavori legati alla sicurezza antincendio dovrebbero concludersi entro la fine della prossima settimana, con la presentazione della Scia prevista nel weekend.
Intanto restano le difficoltà: solo 250 studenti su 980 possono frequentare in presenza, con lezioni fortemente ridotte.
Lezioni ridotte e presidio davanti alla scuola
La mobilitazione è scattata dopo oltre tre settimane di disagi. Dal 24 gennaio, a causa della rottura della scala antincendio esterna, l’istituto può utilizzare soltanto le aule al piano terra.
Le quarte seguono appena sei ore settimanali, le quinte nove. Per molti altri studenti le attività sono sospese o limitate.
Nel cortile sono comparsi striscioni e cartelli:
“200 in classe, 1000 a casa, questa non è scuola, è un sorteggio” e “L’Alberti cade a pezzi, il nostro futuro no”.
I genitori avevano chiesto anche il ricorso temporaneo alla didattica a distanza, ma – riferiscono – la richiesta non è stata accolta.
Sopralluogo congiunto e Scia nel weekend
Mentre all’esterno si svolgeva il presidio, all’interno dell’edificio è stato effettuato un sopralluogo congiunto tra l’ufficio tecnico della Città Metropolitana e la dirigenza scolastica.
Secondo quanto comunicato, i lavori antincendio dovrebbero terminare entro la fine della prossima settimana. Per il prossimo fine settimana è prevista la presentazione della Scia, passaggio necessario per consentire l’utilizzo dell’edificio.
La riapertura avverrà però con limitazioni: resteranno esclusi il terzo piano e i locali seminterrati.
Intervento completo rinviato all’estate
Il completamento definitivo dell’intervento è programmato per l’estate. Solo in quel periodo sarà possibile realizzare le opere necessarie per garantire il pieno ripristino delle condizioni di sicurezza e consentire il ritorno alla normalità a partire da settembre.
Fino ad allora, la scuola continuerà a operare in regime ridotto.
La protesta di questa mattina ha ottenuto un primo risultato concreto: un cronoprogramma. Ma studenti e famiglie chiedono tempi certi e un monitoraggio costante per evitare ulteriori ritardi.
