martedì, Febbraio 10, 2026

Sanità, Solombrino (MET): “chiudere la Pediatria dell’Ospedale San Paolo scelta grave, appello a Fico”

Sanità, Solombrino (MET): “Chiudere la Pediatria dell’Ospedale San Paolo di Fuorigrotta e di trasferirne le attività al Loreto Mare è una scelta politica grave che colpisce i bambini del territorio e arretra il diritto alla cura”.

Riceviamo e pubblichiamo la nota ricevuta dalla segretaria nazionale del Movimento Equità territoriale, con la dichiarazione di Rossella Solombrino, relativo alla decisione di chiudere il reparto di Pediatria dell’Ospedale San Paolo di Fuorigrotta e al trasferimento di tutte le attività presso lOspedale Loreto Mare.

Sono profondamente indignata per la decisione di chiudere il reparto di Pediatria dell’Ospedale San Paolo di Fuorigrotta e di trasferirne le attività concentrandole al Loreto Mare. Non si tratta di una fatalità né di una scelta meramente tecnica: è una decisione politica e amministrativa, presa da soggetti ben precisi, che avrà conseguenze gravissime soprattutto sui bambini e sulle loro famiglie.

Queste scelte vengono assunte all’interno dell’ASL Napoli 1 Centro, formalizzate dal Direttore Generale con il coinvolgimento del consiglio di direzione aziendale, e successivamente inserite nella programmazione sanitaria della Regione Campania, dove si concentra la responsabilità politica finale.

La motivazione addotta è la carenza di medici e infermieri, ma questo non può essere un alibi: è, semmai, un’aggravante. La mancanza di personale è il risultato di anni di sottofinanziamento, cattiva programmazione, concorsi insufficienti e fuga di professionisti. È inaccettabile che l’incapacità di governare il sistema venga scaricata sui territori e, peggio ancora, sui più piccoli.

Questa decisione è atroce perché colpisce i bambini, perché sovraccarica strutture già allo stremo, perché ignora che altri presìdi pediatrici cittadini sono già al limite delle proprie capacità e perché priva un’intera area della città di un servizio essenziale. Non è una riorganizzazione: è un arretramento del diritto alla cura.

Se la regionalizzazione della sanità sta producendo questi risultati, va detto con chiarezza. I governatori hanno il dovere di assicurare il diritto alla salute e di porre il tema del mancato investimento sanitario nel Mezzogiorno come priorità assoluta della propria azione di governo e delle forze politiche che li sostengono, invece di colpire i cittadini. Ci interessano i nostri bambini prima di ogni altra cosa.

Confidiamo nel buon senso del nuovo governatore, affinché intervenga per correggere una scelta sbagliata, ascolti i territori e rimetta al centro la tutela dei più piccoli.

I cittadini devono sapere che decisioni come questa hanno nomi e responsabilità precise: sapere chi le ha pensate, chi le ha firmate e chi le ha rese definitive è il primo passo per difendere la sanità pubblica”.

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