I presunti maltrattamenti sarebbero avvenuti nell’asilo nido delle Battistine di Benevento, ad opera di cinque maestre, indagate per maltrattamenti di minori.
Incredulità e rabbia il giorno dopo la scoperta dei presunti maltrattamenti dei bambini, dai dieci mesi ai tre anni di età, nell’asilo nido delle Battistine di Benevento, ad opera di cinque maestre, tutte indagate dalla Procura della Repubblica per maltrattamenti di minori.
Ad essere coinvolte sono tre suore, di cui due del Madagascar e una filippina, e due insegnanti del capoluogo sannita. La scuola, oggi chiusa, è stata già ribattezzata come “l’asilo dell’orrore”, come citava la scritta comparsa su uno striscione appeso questa mattina davanti all’istituto.
I genitori sono increduli e sgomenti ed oggi, dopo il provvedimento restrittivo nei confronti delle cinque maestre, in molti si spiegano “i lividi che avevano notato sui loro figli” e che “mai e poi mai avrebbero immaginato che a procurarli erano stati i maltrattamenti che i bimbi subivano all’asilo”.
Le indagini avevano preso il via in seguito alla denuncia di una dipendente del servizio civile in quota a una cooperativa impegnata in attività socio-educative nell’asilo che avrebbe anche documentato con foto e video i maltrattamenti sui piccoli.
Il sindaco Clemente Mastella, che ha incontrato i genitori visibilmente provato per la vicenda, è stato categorico: “Se confermati i fatti, quanto accaduto sarebbe uno schifo inaccettabile. E qui lunedì non si riapre”.
“C’è una vicinanza totale alle famiglie – ha chiarito Mastella – ma occorre rispetto per le indagini che stanno procedendo. Se i fatti dovessero essere confermati, siamo davanti a qualcosa di scandaloso, inaccettabile. Per me, che sono cattolico, è profondamente inconcepibile che alcune suore abbiano potuto fare una cosa del genere”.
E alla domanda se la scuola riaprirà, Mastella ha replicato: “Per quanto mi riguarda, lunedì non si apre. Sarebbe una beffa. Bisogna chiarire tutto fino in fondo. Non devono pagare né le mamme né i bambini, che hanno già pagato abbastanza, in modo drammatico”. Il sindaco ha anche annunciato di aver già avviato contatti con asili nido pubblici e privati per trovare soluzioni alternative alle famiglie.
