Presentato a Torre Annunziata Disabilità Controcorrente: quando l’inclusione diventa progetto concreto. Uno stralcio dell’intervento dell’ing. Luca Brancaccio in tema di mobilità inclusiva.
Nel suggestivo scenario del Palazzo Criscuolo si è svolta la presentazione del libro Disabilità Controcorrente, dell’atleta e attivista Salvatore Cimmino, un’opera che va oltre il racconto personale per trasformarsi in una vera e propria testimonianza civile sul tema della disabilità e dei diritti.
Ad aprire l’incontro il saluto istituzionale del sindaco di Torre Annunziata, Corrado Cuccurullo, che ha sottolineato l’importanza di iniziative culturali capaci di accendere i riflettori su inclusione, accessibilità e dignità della persona, richiamando il ruolo delle amministrazioni locali nel tradurre questi valori in politiche concrete.

Il libro di Cimmino propone una visione chiara: la disabilità non è un limite individuale, ma il risultato di una relazione sbagliata tra la persona e l’ambiente che la circonda. Un messaggio forte, che invita a superare la logica della compassione per abbracciare quella della responsabilità collettiva, misurando il grado di civiltà di una società dalla sua capacità di includere.
Tra gli interventi più apprezzati quello dell’ingegnere dei trasporti Luca Brancaccio, che ha ripreso e declinato i contenuti del volume sul terreno della mobilità pubblica e dei servizi urbani. Nel suo contributo ha evidenziato come la mobilità rappresenti una libertà concreta: andare a lavorare, studiare, curarsi, partecipare alla vita sociale sono possibilità che dipendono direttamente dall’accessibilità dei sistemi di trasporto.

Brancaccio ha richiamato un principio centrale del libro: quando marciapiedi, fermate, mezzi e informazioni non sono progettati per accogliere tutti, non è la persona a essere “inadeguata”, ma il sistema. Da qui l’invito a considerare l’inclusione non come un correttivo successivo, bensì come criterio progettuale originario. Accessibilità fisica, chiarezza delle informazioni, semplicità dei percorsi e affidabilità dei servizi diventano così elementi di qualità per l’intera collettività, non solo per le persone con disabilità.
Ampio spazio è stato dedicato anche al ruolo strategico del Disability Manager nella mobilità: una figura chiamata a mettere in relazione progettazione, esercizio e comunicazione, traducendo i bisogni in procedure operative, verificando la fruibilità reale dei servizi e costruendo un dialogo strutturato con utenti e associazioni. Non un ruolo simbolico, ma di governo del processo inclusivo.

Particolare attenzione è stata riservata al valore della tecnologia, definita non un lusso ma una leva di uguaglianza: app realmente accessibili, informazioni vocali e visive integrate, sistemi di orientamento e interfacce semplici possono trasformare l’esperienza di viaggio, favorendo autonomia anziché dipendenza. In questa prospettiva, Brancaccio ha ricordato come investire in accessibilità significhi migliorare la qualità del servizio, ridurre le disuguaglianze e rafforzare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.
La presentazione si è chiusa con un messaggio condiviso da tutti i relatori: l’inclusione non si improvvisa, si costruisce ascoltando. E la mobilità pubblica è uno dei luoghi in cui questa visione si misura ogni giorno, in modo concreto.
Disabilità Controcorrente lascia così in eredità una sfida chiara: passare dalle parole ai servizi reali, dai principi ai processi, affinché muoversi non sia un privilegio, ma un diritto garantito a tutti.
