martedì, Gennaio 20, 2026

Al Teatro Sala Molière di Pozzuoli in scena “Facimme ‘e Cunti” di Antimo Casertano

Sul palco del Teatro Sala Molière di Pozzuoli arriva “Facimme ‘e Cunti” con Daniela Ioia e Antimo Casertano.

Sabato 24 (ore 21.00) e domenica 25 gennaio 2026 (ore19.00), al Teatro Sala Molière di Pozzuoli (Via Bognar, 21), diretto da Nando Paone, andrà in scena “Facimme ‘e Cunti” di Antimo Casertano, con Daniela Ioia e Antimo Casertano, tratto da “Lu Cunto de li Cunti” di Giambattista Basile.

«L’idea di “Facimme ‘e Cunti” – racconta Casertano – nasce dalla volontà mia e di Daniela di non perdere questi racconti, questi riadattamenti dell’opera “Lu Cunto de li Cunti” di Giambattista Basile che chiaramente è una pietra miliare della nostra letteratura. I riadattamenti sono stati già messi in scena e, visto il successo, volevamo dare seguito a questa operazione di recupero perché sono racconti molto divertenti ma anche con un grande valore morale e quindi secondo noi è giusto e importante non perderli, prendendo spunto da quello che poi siamo noi, una coppia in scena e nella vita che si ritrova a fare i conti con la genitorialità.

Un’idea semplice che farà immergere lo spettatore in un’atmosfera da fiaba sicuramente molto divertente ma con una morale importante come poi è tutta l’opera di Giambattista Basile».

È sera, più precisamente, notte inoltrata. Si è fatto tardi, molto tardi, in scena ci sono due attori, un marito e sua moglie. Sono stanchi, molto stanchi, perché il loro figlio proprio non vuole saperne di dormire. I due genitori hanno provato in tutte le maniere, in tutti i modi, ma non c’è stato verso, il bambino non accenna a prendere sonno.

D’improvviso arriva l’idea: “Facimme ‘e cunti”. I due genitori decidono di “contargli” una favola, poi un’altra, poi un’altra ancora. Un gioco, che piano piano si trasforma in una vera e propria sfida. Una sfida a suon di “cunti”, tra due genitori prima e due attori poi, che si contendono il primato di miglior contatore. Due attori- genitori, che presi dalla passione e dall’enfasi, si lasceranno prendere la mano e si faranno trasportare nel meraviglioso e incantato mondo del Cunto de li cunti di Basile.

Il bambino-spettatore verrà catapultato in una spericolata architettura narrativa, in un linguaggio complesso e popolare al tempo stesso, in luoghi fatati, in provincie meridionali d’altro tempo, tra orchi, fate, giovinotti sciocchi e bestie parlanti. Con la speranza che il solo a prendere sonno sia il bambino e non il pubblico.

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