venerdì, Dicembre 9, 2022

Violenza di genere e femminicidio, a Napoli 4.000 procedimenti

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Violenza di genere e femminicidio: Confronto tv nel Talk ‘La Notizia in Comune’ in onda giovedì 24 novembre alle ore 23 su Canale 8 e venerdì 25 in replica alle 8.

Violenza di genere e femminicidio sono i temi al centro della sesta puntata del talk televisivo prodotto dalla Max Adv di Massimiliano Triassi e coordinato della redazione giornalistica de “La Notizia in Comune”. La puntata va in onda sull’emittente regionale Canale 8 (digitale terrestre nr 14) giovedì 24 novembre alle 23 e in replica venerdì 25 alle 8.

Ospiti della trasmissione, per questa puntata condotta da Rosario Verde, sono Matilde Andolfo (giornalista e scrittrice), Cristina Donadio (attrice), Cristina Curatoli (Pubblico ministero Procura di Napoli), Manuela della Corte (sociologa) e Rosalia Porcaro (attrice). In collegamento è intervenuta Rossella Silvestre (Action Aid Roma).

Matilde Andolfo nel suo intervento ha sottolineato: “È positivo che stiano crescendo le denunce ma i controlli? Bisogna prevenire ed intervenire per evitare che si arrivi alla violenza, condizione che lascia alla donna colpita solo la chance della denuncia. Le forze dell’ordine e le istituzioni devono essere al fianco delle donne per impedire le violenze”.

 Cristina Curatoli, intervenendo nel dibattito, ha evidenziato: “Ogni anno sono circa quattromila i procedimenti che riguardano la violenza di genere in riferimento alla sola città di Napoli. Il dato positivo è che aumentano le denunce e sta crescendo la fiducia verso le istituzioni. Un aspetto importante è di lavorare sui mass media e sui messaggi che vengono veicolati perché l’informazione e la comunicazione hanno un ruolo di primo piano nel contrasto alla violenza di genere”.

Rosalia Porcaro, protagonista negli anni scorsi di uno spot antiviolenza, ha commentato: “Rispetto agli anni precedenti c’è sicuramente una maggiore consapevolezza sul tema della violenza di genere, ma purtroppo i dati rilevano che i femminicidi sono aumentati”.

Cristina Donadio ha aggiunto: “Per anni troppe donne hanno pensato erroneamente che la violenza fosse addirittura frutto di troppo amore. Se un uomo usa violenza è perché ama male o perché si ama troppo. Ma nella realtà sono concetti e idee profondamente sbagliati. Il dato nuovo è che cambiata la cultura del rapporto di coppia, perché un tempo l’uomo pensava di essere padrone o il soggetto forte che prendeva le decisioni. Oggi non è più così “.

Manuela della Corte ha spiegato: “In generale non sono aumentati i casi ma è cambiato l’approccio nel contrasto alla violenza. Il tema violenza di genere inoltre è entrato nel dibattito pubblico ed oggi più donne chiedono aiuto e si rivolgono a centri di ascolto d case di accoglienza. Un segno che i tempi sono cambiati, ma va sottolineato che il centro antiviolenza non lavora mai da solo, ma è un elemento di una rete più ampia. Servono quindi protocolli con la Procura della Repubblica e con le forze dell’ordine perché un solo attor da solo non può fare tutto”.

Rossella Silvestre ha evidenziato che “Femminicidio è solo la punta dell’iceberg perché la violenza ha molte forme e le istituzioni devono intervenire prima che si arrivi all’irreparabile. Ogni anno in Italia 52mila donne si rivolgono ai centri antiviolenza. Il problema principale è soprattutto culturale e vanno promossi corsi di sensibilizzazione nelle scuole rivolti per esempio alle forze armate”.

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